Fatti
A questo punto della stagione il Padova, su trentuno partite giocate, ha conquistato 34 punti occupando il 12° posto in classifica: numeri che raccontano una storia fatta di alti e bassi e di un girone di ritorno decisamente più complicato rispetto all’andata. I biancoscudati hanno vinto 8 gare, pareggiato 10 e perso 13, con una differenza reti in negativo che pesa: 32 gol fatti contro 42 subiti. Il dato più significativo riguarda proprio il confronto tra i due gironi: nell’andata il Padova aveva raccolto 6 vittorie e solo 6 sconfitte, mentre nel ritorno le vittorie si sono ridotte a 2 a fronte di ben 7 sconfitte, un crollo evidente che spiega il momento di crisi attuale. Curioso e quasi paradossale il dato che emerge dal confronto tra casa e trasferta: i biancoscudati rendono meglio lontano dall’Euganeo, con 5 vittorie esterne contro le sole 3 casalinghe. Tra le mura amiche il Padova ha vinto appena 3 volte, pareggiato 7 e perso 5, mentre in trasferta il bilancio recita 5 vittorie, 3 pareggi e 8 sconfitte. Sul fronte della classifica avulsa, la distanza dai play off è di 6 punti, mentre dai play out il margine si è ridotto a soli 3: numeri che rendono perfettamente l’idea di quanto sia sottile il confine tra la salvezza diretta e quelle «sabbie mobili» evocate da mister Andreoletti nel pre-partita di Catanzaro. Per allontanarsi da quella zona pericolosa, il Padova — reduce da tre sconfitte consecutive — ha assoluto bisogno di fare punti a partire da questo sabato, quando all’Euganeo arriverà il Palermo di Filippo Inzaghi, quarto in classifica a quota 58 punti e reduce da un pareggio per 2-2 in casa contro la Juve Stabia. Per l’occasione è tutto esaurito all’Euganeo, con oltre 1500 tifosi siciliani attesi nel settore ospiti. Tuttavia, sugli spalti di casa mancherà una presenza pesante: gli Ultras biancoscudati hanno confermato la propria diserzione per protesta, in attesa che la curva sud in costruzione venga finalmente aperta. «Come promesso a gennaio — scrivono nel comunicato — a malincuore ribadiamo che la tifoseria rimarrà fuori dallo stadio fino a quando la curva sud non sarà finalmente aperta. Disertiamo un settore che ci ha ospitati per fin troppo tempo, mentre si accumulavano ritardi e promesse». Quella di sabato era stata indicata come la scadenza per la riapertura, ma ulteriori ritardi hanno fatto slittare la probabile data al 12 aprile, quando in programma ci sarà Padova-Empoli.
La storia sorride al Padova: i biancoscudati vantano 14 vittorie in Serie B contro il Palermo, un bottino superato solo dai confronti con Brescia ed Hellas Verona nella storia del torneo cadetto. Ma la tendenza recente racconta tutt’altra storia: i rosanero sono imbattuti nelle ultime cinque sfide dirette grazie a quattro vittorie e un pareggio, già record assoluto di imbattibilità del Palermo contro i biancoscudati in cadetteria, con le ultime due trasferte all’Euganeo concluse con un successo siciliano dopo quindici gare esterne consecutive senza vittorie. Un tabù da sfatare per il Padova, che arriva all’appuntamento nel momento peggiore: tre sconfitte di fila in campionato, e per evitare la quarta consecutiva — cosa che non accade dal novembre-dicembre 2018 — servirà invertire una rotta preoccupante anche sul fronte casalingo, dove i biancoscudati hanno vinto solo tre delle quindici gare disputate tra le mura dell’Euganeo in questa stagione. Il Palermo, dal canto suo, non attraversa un momento di forma brillantissimo: due sconfitte nelle ultime tre trasferte di campionato, inclusa quella pesante per 3-0 contro il Monza, tante quante nelle precedenti dodici gare esterne. Eppure i siciliani restano avversario di primissimo piano, soprattutto su palla inattiva: nessuna squadra ha segnato più reti da fermo in questo campionato — 21, come il Frosinone — sei in più rispetto al Padova. I biancoscudati, tuttavia, possono vantare un primato opposto: sono la formazione che in percentuale ha realizzato più marcature su sviluppi di corner, con il 28% delle reti totali nate da quella situazione. Tra gli osservati speciali c’è Alessandro Capelli, a segno nell’ultimo turno: il centrocampista biancoscudato ha partecipato a sette reti stagionali, come Kevin Lasagna, alle spalle del solo Bortolussi con dieci. Attenzione anche a Jacopo Segre, che in questo campionato conta già quattro reti: curiosamente le sue prime due in Serie B arrivarono proprio contro il Padova e contro il Palermo, le due squadre protagoniste di sabato. Assente per squalifica Faedo nel Padova; in diffida nel Palermo Bani, Bereszynski, Magnani e Peda.
«Da qua alla fine saranno tutte partite importantissime dove dobbiamo stare poco attenti al valore dell’avversario, ma soprattutto concentrarci su quello che riguarda noi, sul fatto di essere una squadra battagliera, una squadra che ha voglia di lottare, che ha voglia di far fatica, che ha voglia di impensierire l’avversario quando ci sono le condizioni»: Matteo Andreoletti inquadra subito il contesto senza nascondersi. Il tecnico bergamasco non cerca slogan questa volta: «Non c’è una caratteristica particolare che deve fare da titolo alla nostra prestazione. Dobbiamo “fare il Padova”, che è la cosa più importante, perché lo sappiamo, ce lo siamo detti più volte: quando l’abbiamo fatto abbiamo impensierito tutti». E il riferimento alla partita di Venezia, nonostante il 3-1 finale, è tutt’altro che negativo: «Quello che avevo chiesto ai ragazzi dal punto di vista della voglia di soffrire l’ho visto in campo. Dobbiamo, a partire da domani, abbinare a quello spirito anche una qualità di prestazione che non può mancare mai, soprattutto quando poi affronti squadre di questo livello». Tre sconfitte consecutive, dunque, ma nessuna resa: «C’è poco da chiacchierare: c’è da alzare il livello, c’è voglia di fare i punti e non guardare in faccia nessuno. Un po’ di pressione c’è, perché se no che sia a livello di gioco, che sia a livello di mentalità, che sia a livello di intensità, non perdi tre partite di fila se non hai una pressione. Ma questa squadra, con tutta la piazza insieme, con tutta la tifoseria unita, ha tutte le qualità per centrare quello che è dal primo giorno il nostro obiettivo, ovvero la salvezza. E ci arriveremo».
Sul Palermo, Andreoletti non sottovaluta l’avversario: «Si presenta da sé: una squadra che a partire da un allenatore che ha vinto tanti campionati, ha tantissime individualità di livello assoluto. Abbiamo già visto l’andata, probabilmente anche una delle migliori partite della stagione, ma quando affronti queste squadre spesso non ti basta perché poi magari fai grandi prestazioni e poi o con una giocata individuale o una prestazione altrettanto positiva degli avversari ti compromette». L’aspetto che preoccupa di più il tecnico è la fame di punti dei rosanero: «Devono continuare a correre perché poi davanti come dietro corrono e quindi avranno assolutamente bisogno di tornare a fare risultati importanti anche in trasferta, e questo è forse l’aspetto che mi preoccupa di più». Sul tema delle tre sconfitte consecutive, Andreoletti è diretto: «Potrei parlare di assenze, potrei parlare di calendario. Ma c’è poco da nascondersi: quando fai tre sconfitte di fila è giusto darsi una svegliata. Non abbiamo più margine di errore, abbiamo assolutamente bisogno di fare punti da qua alla fine».

Sul fronte della rosa, arriva la notizia più attesa: il Papu Gomez è rientrato e potrebbe scendere in campo dal primo minuto. «Mi fa piacere il fatto che si parli del Papu titolare, perché vuol dire che il Papu è rientrato e questa è la cosa più importante. È un dubbio che ho perché sicuramente ha dei colpi che ci possono cambiare l’inerzia della partita. C’è da capire quanto è importante sfruttarlo dai minuti iniziali sapendo che fisiologicamente non potrà avere 90 minuti, o se tenerselo per i minuti finali per provare a determinare. La cosa importante è che sta bene, ha lavorato bene in questi due giorni, è rientrato con la squadra, l’ho visto positivo e intraprendente». Confermato il rientro di Bortolussi, il cui mancato ingresso a Venezia aveva destato qualche interrogativo: «Mattia sta benissimo, è un leader silenzioso ma per quanto mi riguarda è un leader, un giocatore di grandissimo affidamento. In quel momento c’era l’ammonizione di Faedo che rischiava il secondo giallo, e non volevo compromettere giocatori ammoniti né perderne altri per le partite successive: c’era la volontà di tutelare il futuro più che il presente». Mancheranno invece ancora Barreca, Harder e Jonathan Silva; Sgarbi rientrerà dopo la sosta. Sull’esterno di destra, con Faedo squalificato, il ballottaggio è tra Favale e Ghiglione: «Sono giocatori con caratteristiche diverse sia di piede che dal punto di vista tecnico. Cercheremo di mettere il quinto che vada ad accoppiarsi meglio con il quinto avversario. Sono giocatori che oggi possono davvero essere importanti per la nostra salvezza, e questo è il grande ballottaggio che ho sull’esterno».
Sul tema dell’equilibrio tattico e del mercato di gennaio, il mister precisa: «Bisogna continuare a ricercare il giusto equilibrio perché abbiamo assolutamente bisogno di mettere in campo quanti più giocatori di qualità. È chiaro che la coperta è corta: magari più hai soldati e gente di battaglia, magari meno sei imprevedibile, però di là potresti concedere qualcosina. Siamo ancora alla continua ricerca, anche perché giocatori come il Papu e Caprari stanno tornando in condizione solo adesso». Un accenno speciale va a Sorrentino, finito nel mirino delle critiche dopo la serata del Penzo: «Purtroppo fa un ruolo molto simile a quello dell’allenatore: si è sempre attenti a cercare la negatività e quando fa magari prestazioni più positive si è meno attenti a evidenziarle. Io penso che ci abbia salvato tantissime partite, ci abbia portato dei punti alla nostra causa. La fiducia che ho in lui è incondizionata: sono sicuro che sarà un altro dei capisaldi del Padova che alla fine ci centrerà la salvezza».
Grande spazio anche per le parole di stima verso il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, che a Venezia aveva preso il posto di Andreoletti in conferenza stampa: «In un momento di difficoltà ci ha messo la faccia lui, e so che non ama molto andare davanti ai microfoni. Quando ci sono queste difficoltà ti guardi attorno e spesso sei da solo, ti giri dietro e non ci è rimasto più nessuno. Io ho questa fortuna: ho uno staff unito e compatto che mi sostiene, e una società nella figura del direttore sportivo che tutti i giorni è al campo, che tutti i giorni mi sostiene e mi aiuta. Nelle difficoltà di un momento non potrei aspettarmi niente di meglio». Infine, un messaggio all’ambiente e ai tifosi, con gli Ultras assenti per protesta in uno stadio che si preannuncia quasi più rosanero che biancoscudato: «La coerenza degli ultras è da ammirare. Se poi dai un messaggio, noi non siamo bandiere. Sono persone talmente coerenti che da questo punto di vista non credo che si facciano spostare da un appello. Mi dispiace, ne avremmo assolutamente bisogno soprattutto in questi momenti, però la loro coerenza, in un mondo in cui ci sono tante bandiere e bandierine, penso che sia stata ancora una volta rispettata». Sull’umore della piazza, Andreoletti smorza ogni allarmismo con una confessione inaspettata: «Da quando sono arrivato non la sento questa storia che Padova è una piazza negativa. Io per quanto mi riguarda non ho assolutamente questo sentore. Anzi ho trovato tante persone, tanti tifosi che tifano la propria squadra, che tifano il proprio allenatore. Ho avuto non più tardi di qualche ora fa messaggi di vicinanza da parte di tifosi che incontro per strada, perché vivo in centro città e vivo Padova a pieno. Io tutta questa negatività non la vedo sinceramente». Il mister invita però al giusto equilibrio: «È chiaro che veniamo da tre sconfitte ed è giusto stare con le antenne dritte. Penso al Pescara, squadra ultima in classifica e al massimo dell’entusiasmo, e mi stupisce. E poi magari sei a Padova, non sei mai stato nella zona play out, e c’è preoccupazione: è giusto averla, ma è giusto avere anche il giusto equilibrio. Non abbiamo più margine di errore, abbiamo assolutamente bisogno di fare punti, ma partiamo da una base che non ci ha regalato nessuno e che ci siamo guadagnati. E su quella base, con il supporto di tutti, costruiremo la nostra salvezza».
PORTIERI: 14 Fortin, 1 Mouquet, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 4 Belli, 13 Boi, 30 Favale, 18 Ghiglione, 58 Pastina, 5 Perrotta, 55 Villa
CENTROCAMPISTI: 17 Capelli, 6 Crisetig, 23 Di Maggio, 77 Di Mariano, 8 Fusi, 86 Giunti, 16, 7 Varas
ATTACCANTI: 20 Bortolussi, 92 Buonaiuto, 24 Caprari, 10 Gomez, 15 Lasagna, 11 Seghetti
Le probabili formazioni (Stadio “Euganeo”, Padova, ore 15)
PADOVA (4-4-2): Sorrentino; Belli, Villa, Perrotta, Favale; Capelli, Varas, Fusi, Di Mariano; Gomez, Bortolussi. All. Andreoletti
PALERMO (3-4-2-1): Joronen; Peda, Bani, Ceccaroni; Pierozzi, Segre, Ranocchia, Augello; Palumbo, Le Douaron; Pohjanpalo. Allenatore: Filippo Inzaghi.
Arbitro Livio Marinelli (sezione di Tivoli). Assistenti: Capaldo e Laghezza. IV ufficiale: Renzi. Al Var ci sarà Antonio Giua della sezione di Olbia, Avar affidato a Di Vuolo (sezione di Castellamare di Stabia). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)