Padova ricorda l’appuntato Galletti, caduto in servizio 120 anni fa
Cerimonia al monumento di via Tiso da Camposampiero per il carabiniere ucciso nel 1906. Tra i presenti anche il pronipote don Marco Galletti, responsabile della Caritas diocesana
Una corona di fiori deposta davanti al monumento accanto alla Torre della Specola, in via Tiso da Camposampiero. Così Padova ha ricordato martedì 31 marzo l’appuntato Angelo Galletti, giovane carabiniere della Regia Arma caduto in servizio esattamente 120 anni fa, il 31 marzo 1906, mentre inseguiva un malfattore armato. Raggiunto l’uomo, Galletti ingaggiò una colluttazione nella quale perse la vita. Pochi mesi dopo gli fu conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
«I valori e lo spirito che ci anima sono gli stessi, oggi come allora», ha sottolineato il generale Stefano Lupi, ispettore regionale veneto dell’Associazione Nazionale Carabinieri. «Ricordare il sacrificio dell’appuntato Galletti dimostra come l’Arma sia sempre stata presidio di sicurezza e legalità, a difesa delle comunità».
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il generale Simone Pacioni, comandante provinciale dei Carabinieri di Padova, il presidente della sezione padovana dell’Anc Antonio Turdò, il vicepresidente della Provincia Massimo Momolo e l’assessore comunale Luigi Alessandro Bisato. Un momento di particolare commozione è stato segnato dalla presenza dei familiari: il pronipote Riccardo Galletti e suo figlio don Marco Galletti, responsabile della Caritas diocesana di Padova. Il monumento, realizzato nel 1907 dinanzi all’Oratorio di San Michele, resta segno di una memoria che la città continua a custodire.