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Sono passate esattamente due settimane dall’ultima giornata di campionato, quando il Padova, nonostante la buona prestazione, è uscito sconfitto dalla trasferta di Palermo. Con gli impegni della Nazionale in Nations League sullo sfondo, la squadra ha continuato a lavorare, potendo contare anche su Artistico, l’uomo più atteso in attacco, che sta lavorando per essere a disposizione il prima possibile. Venerdì mattina i biancoscudati hanno affrontato il Milan in amichevole a Milanello, strappando un prestigioso 1-1 (vantaggio rossonero di Ossola, pari di Sgarbi allo scadere su assist di Bortolussi), mentre sabato hanno svolto un allenamento congiunto con la formazione Primavera.
Al termine del secondo test, mister Antonio Calabro ha tracciato in conferenza stampa il bilancio di queste due settimane: «È un bilancio positivo, perché abbiamo dato continuità di minutaggio a tutta la rosa, omogeneamente. Non si è fatto male nessuno, quindi sono buoni segnali. Sono stati due test belli e diversi, molto buoni per quanto riguarda l’aspetto fisico, tattico e mentale». Una sosta inedita, con due weekend senza campionato, che lo staff ha pianificato nei dettagli: «L’abbiamo più che assimilata, l’abbiamo programmata con dei doppi allenamenti frequenti e con grandi carichi, dividendo soprattutto l’aspetto tattico da quello fisico. Abbiamo poi sfruttato queste due settimane per fare amichevoli impegnative a livello fisico, in modo da non abbassare la condizione. È ovvio che lo stress, la tensione e l’adrenalina che ti dà una partita di campionato sono difficili da simulare quando c’è la sosta».
Il lavoro sulla testa dei giocatori, tema caro al tecnico fin dal giorno della presentazione, non si è però concentrato solo in questo periodo: «Non sono servite queste due settimane in particolare. Quotidianamente il mio ufficio è un viavai, ogni giorno parlo con i ragazzi di qualsiasi cosa. Il lavoro mentale è costante e quotidiano, anche durante il campionato. La squadra ha dato degli ottimi segnali. Voglio ancora dei miglioramenti, ma li avremo soprattutto quando ci troveremo di fronte alle vicissitudini che il campionato ci presenterà». Inevitabile, senza l’impegno del weekend, un clima più disteso del solito: «Quando non ci sono partite è ovvio che la settimana è diversa, però è giusto anche che sia così».
Dall’infermeria arrivano notizie confortanti: stanno tutti bene, con la sola eccezione di Zanimacchia. Gli occhi restano puntati su Artistico, assente a Milanello ma in campo sabato contro la Primavera: «È rimasto a casa perché doveva fare un lavoro differenziato, e oggi doveva partecipare alla gara. L’ha fatto per il minutaggio stabilito. Ha tanta voglia e il suo avvicinamento a una gara di campionato sta arrivando; non so come e quando, perché è tutto frutto di un’analisi quotidiana. Starò molto attento soprattutto a quello che mi dirà lo staff medico». Nessun allarme, invece, per Moro, che «sta bene e lo è sempre stato».
Si riparte dalla prova di Palermo, che Calabro conferma tra le più convincenti: «È stata una buona partita, la migliore rispetto alle ultime, quelle con Ascoli e Cremonese. Senza però dimenticarci della grande prestazione a Pisa e di quella fatta per tre quarti di gara contro il Verona». Con una rosa profondamente rinnovata e la formazione più giovane degli ultimi trent’anni, servirà comunque pazienza: «È ovvio che questa squadra ha bisogno, come tutte, di tanto tempo, soprattutto per prendere i concetti mentali. Io sono contento, guardiamo partita per partita. Lo spirito deve essere sempre combattivo, con un atteggiamento capace di dare filo da torcere a chiunque».
Non c’è solo l’attacco che fatica a segnare: nelle prime cinque gare il Padova è la squadra che ha concesso più “expected goals” di tutto il campionato. Un dato che il mister legge così: «Può dipendere anche dal coefficiente di difficoltà degli avversari che abbiamo incontrato, visto che sono stati tutti test importanti. Noi ci abbiamo lavorato e continueremo a lavorarci, perché i problemi si affrontano. Le fasi nel calcio sono due, possesso e non possesso, poi c’è il momento in cui devi andare a riprendere la palla persa e quello in cui la recuperi e devi ripartire. In tutti questi frangenti bisogna sempre lavorare, non si arriva mai a risolvere definitivamente un problema. Al di là dei numeri, tutte le situazioni vanno allenate, come abbiamo fatto intensamente».
Ora qualche giorno di pausa («avremo i giorni giusti di riposo per poi iniziare la settimana tipo»), poi testa alla Carrarese, avversaria dal sapore particolare per Calabro, che in Toscana ha vissuto una tappa importante della propria carriera: «Sarà una partita importante per il Padova, a prescindere dall’avversario. Non posso negare che non sia la stessa cosa affrontare la Carrarese rispetto a un’altra squadra, ma l’emozione svanirà tutta quando fischierà l’arbitro. Sappiamo che sarà difficile sia per il contesto, sia perché hanno cambiato allenatore: come tutti i cambi di panchina, la situazione nasconde sempre delle difficoltà. Sarò concentrato soprattutto sulla nostra prestazione, che dovrà essere importante per la classifica del Padova e per nient’altro».