Fatti
La vittoria contro il Modena non deve illudere. Mancano ancora 11 partite alla fine della stagione e il margine che separa i biancoscudati dai play out è di soli 6 punti, mentre altrettanto esigua — 5 lunghezze — è la distanza dai play off. Ma questo non cambia l’obiettivo: ottenere più punti possibili per conquistare il ticket per la serie B anche l’anno prossimo resta la priorità assoluta. Nel turno infrasettimanale arriva una squadra che si trova nelle zone più calde, e infernali, della classifica: lo Spezia, che dopo la sconfitta in casa contro la Reggiana per uno a zero — seppur immeritata — occupa il 17° posto a quota 25 punti, a meno 8 dai biancoscudati. La posta in palio è altissima: due vittorie consecutive potrebbero avvicinare la squadra di Andreoletti alla zona play off, ma due sconfitte aprirebbero scenari ben più inquietanti. Equilibrio, dunque, come più volte auspicato dal tecnico bergamasco, con la consapevolezza che i mezzi per ottenere la salvezza — anche a fronte di qualche assenza — ci sono. Ma solo i punti, alla fine, contano.
Le parole della vigilia
Settantadue ore. È il tempo che separa la vittoria di Modena dalla prossima battaglia, e Matteo Andreoletti non si nasconde dietro le difficoltà: «Giocare 72 ore dopo è molto complicato. Fai fatica, è impossibile preparare le gare in un certo modo, perché ti devi affidare molto ai video, devi preparare tanto dal punto di vista mentale e cercare, al tempo stesso, di recuperare dal punto di vista fisico». Un alibi? No, per il tecnico bergamasco non lo è: «Questo vale per noi e vale anche per gli avversari». Il messaggio è chiaro fin dalle prime battute: nessuna scusa, testa allo Spezia.
E lo Spezia, avverte Andreoletti, non va sottovalutato nonostante una classifica che non ne rispecchia i valori reali: «Non parliamo di una squadra in crisi. Ha perso l’ultima partita, ma veniva da qualche risultato positivo; in trasferta ha un ottimo rendimento, sia dal punto di vista dei punti che per quanto riguarda i gol fatti e subiti. È una rosa che già a gennaio partiva da un’ossatura importante — l’anno scorso ha fatto la finale playoff — ha cambiato molto, si è rinforzata, ha inserito giocatori di categoria e di grande qualità». La parola d’ordine, dunque, è umiltà: «Il Padova in Serie B deve avere l’umiltà e la mentalità di affrontare tutti a 300 all’ora, soprattutto quando incroci squadre che potrebbero ingannarti guardando la classifica, ma i cui valori sul campo dicono sempre altro». Dal punto di vista tattico, lo Spezia presenta caratteristiche ben precise: «Schiera tanti giovani molto bravi, ragazzi di grande prospettiva abbinati a giocatori che conoscono bene la categoria. Ha un’importante struttura fisica e fonda tanto il proprio gioco sul portare molti uomini dentro l’area di rigore. Ti riempie l’area con intensità, sia per il sistema di gioco che adotta, sia per l’interpretazione che aveva già con il vecchio allenatore e che ha mantenuto con il nuovo». Per questo, avverte il mister, non basterà difendersi: «Non possiamo e non dobbiamo limitarci a fare partite puramente difensive contro avversari con queste caratteristiche».
Quanto al messaggio da mandare in campo, questa volta Andreoletti non cerca nuovi slogan: «Non c’è bisogno di rimettere ogni volta un segnale nuovo. A Modena abbiamo già raggiunto un parametro alto, e quello deve rimanere il nostro riferimento. La nostra asticella deve essere misurata lì». La partita contro i Canarini, da dimenticare in fretta ma da tenere come punto di riferimento, ha mostrato qualcosa di nuovo e prezioso: «Dobbiamo avere la qualità, la personalità e la voglia per fare una partita come quella di Modena. Abbiamo avuto la voglia di prenderci dei rischi, di portare i giocatori sopra la linea della palla, di andare ad attaccare la porta, di riempire gli spazi. Dobbiamo continuare su questa linea». Una consapevolezza nuova, quella acquisita al Braglia: «Abbiamo dimostrato di poter giocare a quel livello anche contro squadre forti. Ora non c’è tanto da aggiungere, quanto da mantenere quel livello di prestazione, sapendo che non sarà facile, ma consapevoli di poter fare persino qualcosina di meglio».
Sul fronte della rosa, il quadro degli infortuni si fa più chiaro, ma non meno preoccupante. Barreca è il caso più serio: «Ha fatto l’esame ed è una situazione muscolare abbastanza impegnativa. Rischiamo cinque o sei settimane di stop; questa purtroppo è la previsione più ottimistica. Mi dispiace perché è un ragazzo che stava crescendo e ci stava dando garanzie». Per Bortolussi e Harder la situazione è ancora in divenire: «Sono entrambi convocati, ma valutiamo. Mattia ha questo problema alla schiena che stiamo cercando di gestire; Jonas in queste ore avrà un esame strumentale per capire l’entità di un eventuale problema muscolare». Recupera invece Ghiglione: «Ha smaltito la contusione e sta bene». Il Papu Gomez, come da settimane, resta fuori: «In questo momento purtroppo non ci sarà».
In tema di turnover, Andreoletti sorride alla domanda ma non si sbottona del tutto: «La considerazione è talmente intelligente che nella domanda c’è già la risposta. Far giocare certi giocatori 90 minuti nell’arco di 72 ore potrebbe essere pericoloso, quindi potremo valutare soluzioni alternative, quantomeno dall’inizio. Però non ho intenzione di stravolgere la squadra, perché veniamo da un’ottima prestazione e dobbiamo giocarcela al massimo delle nostre potenzialità». Le difficoltà maggiori, spiega, non riguardano tanto chi ha corso tanto, ma chi era fermo da tempo: «Le difficoltà più grosse non sono tanto legate a quei calciatori che hanno accumulato molti minuti, ma a quelli che da un po’ non giocavano e che ora si trovano ad affrontare due partite consecutive in tre giorni». In attacco, nonostante le assenze, l’imbarazzo della scelta non manca: «Abbiamo un attaccante come Kevin Lasagna, che ti dà struttura fisica ma anche profondità. C’è Seghetti, che secondo me è il nostro elemento più bravo nel guizzo e nell’attacco dello spazio. C’è Caprari, un giocatore che può agire da seconda punta o da finto trequartista e che ti garantisce un grande apporto. È necessario applicare una rotazione del minutaggio, ma la cosa positiva è che stiamo obiettivamente tutti bene».
Chiusura con un sorriso sul collega di panchina avversario, Roberto Donadoni, anche lui bergamasco, ex bandiera del Milan da giocatore, e allenatore della nazionale dopo il mondiale vinto da Marcello Lippi: «È una persona che personalmente non conosco, conosco la sua fama e il suo curriculum. In battuta dico spesso che tecnici di questo spessore li avevo affrontati solo a Football Manager». Una battuta che nasconde, però, una motivazione profonda: «Vivo ogni partita come un esame, specialmente quando ho il piacere e l’orgoglio di affrontare colleghi con curriculum così importanti. C’è grande voglia, non solo per la squadra, ma anche a livello personale, di misurarsi e dimostrare di essere all’altezza».
Lista convocati
PORTIERI: 14 Fortin, 1 Mouquet, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 4 Belli, 72 Faedo, 30 Favale, 18 Ghiglione, 58 Pastina, 5 Perrotta, 32 Sgarbi, 55 Villa
CENTROCAMPISTI: 17 Capelli, 6 Crisetig, 23 Di Maggio, 77 Di Mariano, 8 Fusi, 86 Giunti, 44 Harder, 41 Silva, 7 Varas
ATTACCANTI: 20 Bortolussi, 92 Buonaiuto, 24 Caprari, 15 Lasagna, 11 Seghetti
Le probabili formazioni (Stadio “Euganeo”, Padova, ore 19)
PADOVA (4-4-2): Sorrentino; Belli, Sgarbi, Perrotta, Faedo; Capelli, Varas, Fusi, Di Mariano; Buonaiuto, Lasagna. All. Andreoletti
SPEZIA (3-5-2): Radunovic; Bonfanti, Mateju, Vignali; Beruatto, Bellemo, Romano, Adamo, Sernicola; Vlahovic, Artistico. All. Donadoni
Arbitro Mario Perri (sezione di Roma 1). Assistenti: Trinchieri e Luciani. IV ufficiale: Mirabella.
Al Var ci sarà Giacomo Camplone della sezione di Pescara, Avar affidato a Prontera (sezione di Bologna). (Diretta Tv DAZN, “La B Channel”, diretta radiofonica su Radio Veneto24)