Chiesa
Nel corso della loro vita, di Papi ne hanno “conosciuti” tanti, ma l’emozione che si cela nel sapere che anche Papa Leone XIV approderà sulla loro isola, rende tutto speciale come se fosse qualcosa di unico al mondo. Ecco perché, come redazione “Agorà” (Ufficio Migrantes Messina), abbiamo accolto con profonda emozione il prezioso contributo che ci arriva direttamente dagli ospiti del Centro Aggregativo Anziani “La Coccinella” di Lampedusa, desiderosi di raccontare le loro emozioni per questo speciale appuntamento.
In vista della storica visita di Papa Leone XIV il prossimo 4 luglio, abbiamo quindi voluto dare spazio alla voce, ai silenzi e alle speranze di chi l’isola la vive da sempre. Dietro i grandi preparativi istituzionali, c’è una Lampedusa quotidiana – fatta di ex pescatori e casalinghe – che si prepara all’incontro con la semplicità della fede e il desiderio profondo di sentirsi ascoltata e custodita. Siamo felici di presentare e condividere questo racconto: un incrocio generazionale in cui i nostri sguardi di giovani cronisti si mettono al servizio delle mani segnate dal tempo di chi aspetta, prima di tutto, l’abbraccio di un padre.
Mani che sanno di farina e salsedine. Anche al Centro Aggregativo Anziani “La Coccinella” cresce l’attesa per la visita del Santo Padre del 4 luglio a Lampedusa.
Una data cerchiata di rosso sul calendario. Qui gli utenti sono per lo più ex casalinghe ed ex pescatori, e l’arrivo del Papa è vissuto con emozione semplice e profonda.
C’è chi sistema colletti e cuce nastrini bianchi: “Dal Papa si va in ordine”. C’è chi guarda le proprie mani, mani che per una vita hanno lavorato, tirato reti, e pensa che oggi devono essere pulite per una stretta diversa che potrebbe arrivare come un abbraccio sincero.
C’è chi ripassa l’Ave Maria, chi prova i canti, chi prepara una lettera, chi intona una vecchia preghiera aprendo i cassetti ricordo dell’infanzia. A molti basterebbe anche solo incrociare il suo sguardo per un secondo, sfiorargli la mano al passaggio. Non chiedono miracoli. Chiedono uno sguardo, una benedizione per figli e nipoti lontani.
Anche gli altri, a loro modo, si preparano a questo incontro memorabile. C’è chi lo fa in silenzio, seduto a guardare il mare dalla finestra. Chi con la preghiera, sgranando il rosario come fosse un compito. Chi con apparente indifferenza, ma poi chiede sottovoce: “A che ora arriva?” Chi con entusiasmo, contando i giorni come un bambino. E chi con l’amore della comunità.
“Per loro non è l’arrivo di una celebrità, è l’abbraccio di un padre” spiega Antonino Maggiore, coordinatore delle attività del Centro “La Coccinella”; “sono persone che hanno cresciuto famiglie con sacrificio, tra casa e mare. Il 4 luglio si aspettano di sentirsi visti. Di sentirsi dire che la loro vita conta ancora. Alcuni mi hanno detto: ‘Sarei felice anche solo se mi passasse accanto’. E noi vorremmo regalare loro questo: vivere un giorno che per molti sarà il più importante degli ultimi anni”.
Un clima carico di attesa. Quello di chi si prepara a sentirsi, ancora una volta, importante.