Mosaico
«H o deciso nonno, cosa faccio da grande». «E cosa farai?». «Divento un volatore come Spiderman». «Un volatore? E cosa vuol dire?». «Che volo dappertutto e faccio le cose degli eroi». «Così posso volare per cercare il mio papà… la mamma non sa trovarlo». Bastano poche righe per entrare nel cuore di Ti aspetterò nel vento (Ares, 245 pagine, 16 euro), il nuovo romanzo della scrittrice padovana Maria Segato. Una storia delicata e intensa che ha per protagonista Pietro, un bambino di sette anni che custodisce due desideri profondi: incontrare il padre mai conosciuto e guarire dalla malattia che segna la sua infanzia.
Pietro affronta il dolore con una sensibilità rara e con la fantasia di chi trasforma la fragilità in forza. Come il suo eroe Spiderman, sogna di superare ogni ostacolo. Accanto a lui c’è Aurora, una madre che prova a costruire felicità nonostante le ferite del passato, un nonno che riempie la casa del profumo del pane e delle storie, e un amico che sa guardare il mondo con occhi profondi. Quando nella loro vita entra Tommaso, giovane medico dagli occhi azzurri che Pietro chiama “Mysterio”, qualcosa si incrina e insieme si apre. Il muro di solitudine che separa madre e figlio si allenta, lasciando spazio a una possibilità di speranza.
La narrazione si muove tra emozioni trattenute, silenzi, sogni e piccoli gesti quotidiani. Centrale è il talento di Pietro per il disegno, attraverso il quale prova a fermare ciò che conta davvero. È proprio nella sua sensibilità che il romanzo trova il proprio cuore pulsante: anche dentro le ferite può nascere senso, anche dal dolore può germogliare speranza.
«Il libro – spiega l’autrice – è nato da un’immagine improvvisa: un bambino che guarda la neve cadere sul mare e una madre chiamata a rispondere alle domande sul padre assente. Da lì ha preso forma una storia interamente immaginata, ma capace di parlare a tutti. Perché ognuno, in fondo, assomiglia a Pietro che cerca la bellezza della vita e un amore che lo accompagni nel diventare se stesso».
Docente di Lettere in un liceo di Padova, Segato riconosce nel confronto quotidiano con i giovani uno stimolo costante alla riflessione. «Le loro domande, le fragilità, il loro continuo divenire mi aiutano a guardare con attenzione all’esperienza umana. Sono temi che inevitabilmente abitano le storie che racconto e alimentano il mio percorso di scrittura».
Lettura, insegnamento e scrittura sono tre dimensioni profondamente legate nell’esperienza dell’autrice. Un percorso che affonda le radici nei grandi classici, anche di formazione, e che continua ad alimentarsi ogni giorno nel confronto con gli studenti. «Da bambina sono cresciuta con i romanzi d’avventura e di fantasia, da Salgari e Verne fino a Tolkien, Rowling e Saint-Exupéry. Durante il liceo l’incontro più importante è stato quello con Dante, grazie a un insegnante che seppe trasmetterci tutta la bellezza della sua opera. Insieme a lui, Manzoni e Leopardi hanno segnato profondamente la mia formazione. Ai ragazzi consiglio sempre i grandi classici, da Omero a Virgilio fino a Dante, perché continuano a parlare al cuore di ogni generazione. Accanto a loro suggerisco autori come Buzzati, Dostoevskij, Calvino, Pavese e Fenoglio, capaci di raccontare le domande essenziali dell’esistenza».
Il lavoro di insegnante entra inevitabilmente nella sua scrittura come era accaduto per il primo libro Come fiori nel gelo notturno, HarperCollins, 2021, una storia d’amore e di formazione, costruita intorno alle relazioni che aiutano i giovani a diventare grandi, e i grandi a mantenere la giovinezza negli occhi. «Il confronto con gli studenti, con le loro domande e inquietudini, mi ricorda che non si smette mai di imparare e che nessuno cresce da solo. La scuola è un luogo dove si scopre il valore delle relazioni e della ricerca di senso. Anche per questa ragione la scrittura è anzitutto un’esplorazione dell’esperienza umana. Nasce dalla vita, dalle sue gioie e ferite. Richiede ascolto, immaginazione, pazienza e lavoro. Così, attraverso le parole cerchiamo di avvicinarci a una realtà che resta sempre più grande di noi, ma che vale la pena continuare a interrogare e conoscere».
Vietato arrendersi. Chi lotta oggi per la democrazia di Laura Cappon e Gianluca Costantini (Becco Giallo) raccoglie storie vere di persone da Siria, Iran, Bielorussia, Afghanistan, Hong Kong, Gaza, Repubblica democratica del Congo che hanno preso posizione. Attivisti, giornaliste, artiste raccontano cosa significa difendere i diritti umani anche quando comporta rischi come prigione, esilio o censura.