Fatti
Aggiungi un posto a tavola, era il titolo di quella commedia, e se magari su questa tavola c’è anche un gustoso piatto, la convivialità acquisisce un ulteriore slancio.
Nel protocollo siglato tra Opsa-Opera della Provvidenza S. Antonio, di Sarmeola di Rubano, e Gruppo Felsineo, lo stare bene assieme diventa inclusione sociale e buona cucina. Le due realtà, mosse dallo stesso spirito di attenzione alla persona, educazione alimentare e responsabilità sociale, hanno infatti dato vita al progetto “Fantasia e buona cucina”, nato dall’esperienza avviata con il Centro Modiano di Anffas Bologna, e che è proseguito coinvolgendo la realtà alle porte di Padova. Al centro, la cucina come strumento di inclusione, autonomia e relazione.
Firmato lo scorso 19 gennaio, il progetto prevede la realizzazione di attività laboratoriali di cucina presso l’Opsa, con il coinvolgimento degli ospiti della struttura, di rappresentanti del Gruppo Felsineo e di alcuni ragazzi e operatori del Centro Modiano. Durante i laboratori i partecipanti, sotto la guida dello chef Davide Beda, a capo della cucina della struttura padovana, hanno lavorato fianco a fianco rivisitando ricette venete utilizzando la mortadella e l’affettato vegetale Mopur del Gruppo Felsineo.
L’iniziativa ha valorizzato le capacità di ciascuno, grazie al coinvolgimento dei servizi educativi e riabilitativi, rendendo l’esperienza accessibile anche a persone con abilità residue limitate ma forte motivazione.
«Seduti al tavolo a tagliare verdure prima, e a mangiare il frutto del loro lavoro poi, sempre con un grande sorriso che mostrava la loro soddisfazione: per i nostri ospiti sono state giornate fuori dalla routine davvero speciali – commenta don Roberto Ravazzolo, direttore generale dell’Opsa – Si sono creati nuovi contatti e amicizie che non mancheremo di coltivare. Siamo grati a Felsineo».
La cucina si è trasformata così in uno spazio di incontro autentico, dove storie e territori diversi si sono intrecciati generando nuove relazioni fondate su reciprocità, amicizia e scoperta dell’altro. Il tutto attorno al tavolo e dinanzi a un buon piatto.
Opera della Provvidenza S. Antonio da oltre 60 anni accoglie diverse forme di fragilità. La struttura, accreditata dall’Ulss 6 Euganea, ospita quasi 600 persone e conta sul lavoro quotidiano di 590 collaboratori, supportati da 30 religiose e 230 volontari. Propone un modello di presa in carico, cura e assistenza ad alto valore umano.