Quando oggi si parla di Gerusalemme, «ci si concentra soprattutto sugli aspetti politici, storici e sociologici, ma si rischia di dimenticare ciò che realmente la rende unica. Ciò che lega il mondo intero a questo luogo va oltre la storia, la geografia e le pietre», perché questa Città è anche – e soprattutto – «simbolo del Popolo di Dio e della Chiesa, nata a Pentecoste nel Cenacolo». Lo scrive il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, nella Lettera alla diocesi di Gerusalemme. Essere punto di incontro tra cristianesimo, ebraismo e islam, sostiene Pizzaballa, rende il dialogo interreligioso essenziale alla sua identità. Gerusalemme è un microcosmo delle tensioni globali, ma la sua dimensione spirituale resta centrale. Ignorarla, avverte il patriarca, ha contribuito ai fallimenti della convivenza.