A Pontelongo teatro e solidarietà camminano insieme: la rassegna «Inverno a Pontelongo» unisce risate e impegno concreto per sostenere la costruzione di un collegio femminile in Costa d’Avorio, grazie al lavoro condiviso di volontari e compagnie teatrali.
Risate e solidarietà in scena a Pontelongo per la seconda rassegna “Inverno a Pontelongo” promossa da Insieme sorridiamo odv in collaborazione con il Comune, in particolare con l’assessore alla Cultura Alessandro Barbierato, e la pro loco. Nove gli appuntamenti, all’ex casa del Fascio, in via Villa del Bosco 23, tutti i sabato alle 20.45 fino al 21 marzo tranne il 28 febbraio. Il primo evento il 17 gennaio con la commedia brillante Il Parco delle Beffe, compagnia Ombre alla ribalta. A gennaio si prosegue il 24 con Tutta colpa di un caffè, compagnia Amici del teatro e il 31 con La prova generale, Tom Tom Teatro. «La rassegna, realizzabile anche grazie alle nostre volontarie – spiega Orietta Miotto, presidente di Insieme sorridiamo – vuole sostenere la costruzione di un collegio per ragazze emarginate a Niakara, in Costa d’Avorio. Non solo un edificio, ma un luogo di formazione e crescita, simbolo di speranza e inclusione». Tutte le compagnie teatrali coinvolte hanno aderito all’iniziativa offrendo il proprio contributo a titolo gratuito. «Fondamentale sarà la risposta del pubblico per sostenere concretamente il progetto – prosegue Miotto – L’iniziativa guarda a Niakara, cittadina a nord del Paese, dove sarà costruito il collegio femminile su un terreno di 4 mila metri quadrati. Il progetto è stato donato dall’architetto Michele Disarò di Piove di Sacco. I lavori, per un costo di 150 mila euro, si concluderanno entro il 2027 grazie a un percorso di solidarietà condivisa. Il collegio è destinato ad accogliere ragazze provenienti dai villaggi più remoti, permettendo loro di frequentare le scuole di Niakara e di essere ospitate durante il periodo di studi. La struttura avrà 50 posti letto, con possibilità di raddoppio in caso di necessità». Il legame con la Costa d’Avorio nasce dall’incontro tra Orietta Miotto e alcune volontarie con padre Sidoine Coulibaly, sacerdote ivoriano che ha vissuto per cinque anni nel Padovano. Rientrato in patria, ha assunto la guida di una parrocchia composta di 15 villaggi, circa 20 mila persone, nella regione della Savana, a 600 chilometri a nord di Abidjan, che l’associazione sostiene dal 2018 con la realizzazione di un primo pozzo.