Mosaico
“Day by day/ Day by day/ Oh Dear Lord/ Three things I pray/ To see thee more clearly/ Love thee more dearly/ Follow thee more nearly/ Day by day.
Giorno dopo giorno/ giorno dopo giorno/ o caro Signore/ tre cose ti chiedo/ per vederti più chiaramente/ amarti più teneramente/ seguirti più da vicino/ giorno dopo giorno”.
Pasqua 1970. Nella cattedrale di St. Paul a Pittsburgh è appena terminata la veglia pasquale. Un ragazzo poco più che ventenne, con la sua solita tuta e la sua consueta maglietta colorata esce dalla chiesa e viene fermato da un poliziotto, che lo perquisisce in cerca di droga. Un’esperienza forte, che dà un’accelerazione alla scrittura di quella che sarebbe stata prima una tesi di laurea e poi uno dei musical più di successo della storia di Broadway. Quel ragazzo si chiamava John Michael Tebelak (1949-1985). Studiava mitologia greca e romana alla Carnegie Mellon University. Era rimasto affascinato dalla gioia espressa nei Vangeli al punto che – sebbene il tempo a sua disposizione fosse davvero poco – aveva deciso di dedicare proprio a questo tema la sua tesi di laurea. Quella perquisizione lo spinge a mettere nero su bianco “in una frenesia senza sosta” la sua idea di trasmettere quella gioia che tanto lo aveva colpito, attraverso una rilettura umoristica delle parabole del Vangelo secondo Matteo. Qualche mese più tardi quel suo testo diviene il canovaccio per una serie di sketch che vengono messi in scena in un piccolo teatrino-pub dell’off-off-Broardway. Nel regno del musical, in quella piccola saletta con meno di cento posti a sedere, Tebelak comprende che il suo testo sarebbe stato assai più efficace se fosse stato accompagnato da brani musicali. Chiama così il suo compagno di studi Stephen Schwartz (*1948), compositore e paroliere alle prime armi (per la cronaca, qualche anno più tardi – e precisamente nel 1995, questo ragazzo avrebbe vinto due Oscar per la colonna sonora del film di animazione “Pochaontas” e avrebbe firmato per la Disney altre colonne sonore di grande successo).
La collaborazione tra i due funziona. Tutto il resto è storia.
“Godspell”, il musical, diviene dapprima uno dei più grandi successi dell’off-Bradway e successivamente viene messo in scena nei grandi teatri di Broadway e, nel 1973, diviene un film. “Day by day”, brano iconico della colonna sonora composta da Schwartz, raggiunge in poco tempo la top 20 dei brani più ascoltati nel 1972.
Sono trascorsi 55 anni dal debutto sulle scene di “Godspell” e il musical viene ancora rappresentato in diverse parti del mondo. E proprio in questi giorni la rilettura in chiave moderna del Vangelo fatta da Tebelak e musicata da Schwartz, è arrivata a Vienna, nella chiesa dell’Annunciazione di Glanzing, che – dopo il successo dello spettacolo “Die Baronin” nel 2023 – è stata nuovamente trasformata in un palcoscenico per musical. A portare in scena il musical di Tebelak e Schwartz è stata la parrocchia gestita dagli oblati di San Francesco di Sales.
“Venerdì scorso – si legge sull’account Ig delle congregazioni religiose austriache (Ordensgemeinschaften) – il musical “Godspell” ha debuttato nella @pfarrefranzvonsales di Vienna, gestita dagli oblati di s. Francesco di Sales: un’opera moderna sulla vita di Gesù che già negli anni ’70 riscosse un grande successo a Broadway e che in seguito è stata anche trasposta sul grande schermo. Con grande impegno, musica e gioia di recitare, i partecipanti hanno portato in scena il messaggio del Vangelo in modo creativo e toccante”.
La nuova messa in scena di Glanzingm diretta da Alexander Thorwartl – autore anche dell’idea scenografica – ripropone i brani rock-soul, swing e gospel dell’opera originale, sotto la direzione musicale di Florian Schwarz.
La trama di “Godspell” è più che altro un canovaccio, dove in ogni caso risalta un’immagine della parola di Gesù gioiosa, semplice e coinvolgente, capace di infondere speranza e di far riflettere. Tutto parte da un gruppo di ragazzi che si trova in un posto isolato dalla civiltà per discutere sul significato di Dio. Ne nasce una specie di Torre di Babele, dove ognuno cerca di imporre la propria visione. Ad interrompere il caos arriva Giovanni Battista, in veste colorata e hippie, che esorta i giovani a prepararsi per la venuta del Signore Gesù. Battezza tutti e tutti indossano vestiti colorati e giocosi, segno che sono pronti a seguire un “moderno” Gesù. È l’inizio di feste, siparietti e canzoni che mettono in scena i momenti più significativi della vita di Gesù. Ma nel rappresentare fedelmente la vita di Gesù, occorre portare in scena anche il tradimento di Giuda e la crocefissione. Ma dalla disperazione presto rinasce la speranza, perché i discepoli sanno che Gesù risorgerà e per questo ricominciano a preparare una nuova via, pronti ad accoglierlo al suo ritorno.
La versione del musical di Tebelak proposta nella chiesa parrocchiale che si trova a Döbling, 19° distretto comunale di Vienna, affronta l’attualità del messaggio di Gesù alla luce dei dolori e delle fatiche di questo XXI secolo. Guerre, odio, violenza e terrore sono presi di mira tanto quanto lo sfruttamento da parte dei mercati economici e finanziari, delle multinazionali e degli speculatori azionari. Non solo. Sul palco allestito nella chiesa di Glanzing viene dato spazio anche a temi d’attualità come la fame, le ondate di rifugiati, il cambiamento climatico, la crisi ambientale, la globalizzazione, la xenofobia, la discriminazione, l’estremismo e l’intelligenza artificiale.
Nella forma insolita di un teodramma, il coro e l’ensemble ruotano attorno alle domande della vita e del messaggio di Gesù: cosa sostiene la mia esistenza? Cosa ci unisce? Dove troviamo speranza e amore? È possibile amare i propri nemici? Qual è il nostro rapporto con la ricchezza e la povertà? Dove e come incontriamo Dio? Dio è morto?
Ispirata dai testi biblici, nasce una danza scenico-musicale di dialoghi e immagini attorno alle canzoni di Stephen Schwartz – oltre “Day by day”, vale la pena di ricordare anche “Prepare Ye the Way of the Lord”, “All Good Gifts”, “Beautiful City” e “Light of the World” – a volte clownesca, a volte nella forma rigorosa del teatro Nō giapponese, caratterizzata dalla lentezza, da una grazia spartana e dall’uso di maschere tradizionali che limitano l’espressività del volto.
Nell’edizione 2026 di “Godspell” in scena in queste settimane a Vienna, umorismo e profondità spirituale vanno di pari passo. Lo spettacolo invita ad avvicinarsi alla testimonianza cristiana in modo insolito, con profondità e leggerezza allo stesso tempo. Musica e scene aprono spazi esperienziali in cui le questioni esistenziali vengono affrontate cantando, ballando e giocando. “Godspell” affronta il messaggio gioioso del Vangelo facendolo rispecchiare nella realtà del nostro tempo, in modo nuovo e vivace, sorprendente e critico e, perché no, anche toccante.
Sul palco allestito nella chiesa dell’Annunciazione di Glanzing, più di quaranta collaboratori parrocchiali, si sono impegnati non solo nel canto, nella recitazione, nella musica, nelle coreografie, ma anche dietro le quinte, nella realizzazione di costumi, scenografia, nella tecnica luci e audio e – non da ultimo – nel buffet. Lo spettacolo, al quale la parrocchia e gli oblati di san Francesco di Sales hanno lavorato per mesi, ha coinvolto anche tanti altri collaboratori, che hanno partecipato alla rappresentazione attualizzata della storia di Gesù di Nazareth, delle sue parabole, dei suoi miracoli, delle sue guarigioni inspiegabili e dei suoi messaggi, della sua vita, della sua morte e della sua resurrezione.
Tra i protagonisti dello spettacolo c’era anche il padre salesiano Sebastian Leitner, che ha lasciato a bocca aperta i parrocchiani (e non solo), ignari delle sue doti canore e recitative.
Il ricavato del musical allestito in queste settimane nella chiesa di Glanzing andrà tutto in beneficenza. Biglietti e donazioni, infatti, sosterranno la costruzione dell’impianto fotovoltaico sul tetto della chiesa Krim della parrocchia di S. Francesco di Sales di Vienna, nonché il collegio di Sant-Jopseph ad Alfa-Kpara, nel nord est del Benin, Paese dell’Africa occidentale, gestito dagli oblati di San Francesco di Sales.