Fatti
Ventotto anni fa il rally sui Colli Euganei si fermò davanti a un no: una manifestazione incompatibile con l’ambiente e troppo lontana dalla filosofia del Parco. L’ente, allora guidato da Antonio Berengan, e la Provincia dissero che quelle strade non potevano diventare un circuito di gara. «Non ho alcuna intenzione di concedere l’utilizzo delle strade provinciali dei Colli in quanto l’habitat di queste zone risulta molto delicato e va adeguatamente protetto» era stato il commento del presidente della Provincia in quota Lega Renzo Sacco.
Oggi quel no però non vale più, anche se nel frattempo i Colli sono diventati riserva della biosfera Mab Unesco. E proprio ora le auto da corsa tornano sui tornanti. Il 21 e 22 novembre il rally torna sulle strade di Teolo, Galzignano Terme e Torreglia. Sono passati 37 anni dall’ultima gara corsa sui declivi euganei, quella in cui un incidente costò la vita a quattro spettatori. La gara è annunciata da mesi sui canali social. Ma nessuno dei Comuni attraversati dal percorso ha ancora dato alcuna comunicazione ufficiale. In questo silenzio si muove un gruppo di cittadini che hanno formato il Comitato sicurezza Teolo, che da tempo chiede più sicurezza sulle strade dei Colli, dove auto e moto sfrecciano ad alta velocità sui tornanti e si svolgono anche gare notturne.
La richiesta è una sola: spostare il rally fuori dall’area Parco. «I Comuni non hanno emanato alcuna comunicazione ufficiale né hanno deliberato in merito» denuncia il comitato. «Nessuna autorizzazione risulta adottata dalle autorità competenti. Nessun piano di sicurezza è stato reso noto ai residenti». Nel vuoto delle istituzioni, a parlare è un volantino. Lo stanno ricevendo i residenti delle vie interessate ed è firmato dalla sola associazione organizzatrice. Indica gli orari in cui non potranno entrare né uscire di casa propria. «In assenza di qualsiasi provvedimento autorizzativo» sottolineano i cittadini «non ha alcuna efficacia vincolante».
Il comitato esprime dubbi sulla regolarità della manifestazione e preoccupazione per la sicurezza. E segnala un dato: da mesi registra un aumento consistente del passaggio di auto sportive ad alta velocità. Il passaggio avviene puntualmente sulle stesse strade del percorso rallistico. Poi ci sono le domande che nessuno, finora, ha voluto affrontare. «Il rally è coerente con il turismo che la Regione promuove da anni su questi colli?», chiedono i residenti, dato che solo un mese fa il Parco ha organizzato un convegno per promuovere il turismo lento. «Manifestazioni come il rally sono in linea con il piano di promozione turistica del territorio?», incalzano. «E un rally è compatibile con i vincoli del sito Natura 2000?».
Domande che chiamano in causa direttamente l’ente nato per proteggere i Colli: quali valutazioni hanno portato a superare le ragioni del diniego del 1998 e come si concilia questa scelta con la tutela e il turismo lento promossi dal Parco? «Voglio precisare che l’ente aveva già visionato il percorso trasmesso lo scorso marzo confermando che, trattandosi di una manifestazione che si svolge su strade pubbliche, le valutazioni relative alle condizioni di svolgimento e agli aspetti organizzativi competono agli enti preposti, a partire dai Comuni interessati», spiega il presidente del Parco Colli Mauro Delluniversità. «A ogni buon conto sto seguendo personalmente con grande attenzione l’evolversi degli aspetti autorizzativi».