Chiesa
«Il Rapporto annuale 2024 segna una svolta per l’ente Diocesi in quanto, fotografando la situazione di sostanziale solidità che lo connota, apre alla possibilità di pensare al futuro in chiave di rinnovamento e di investimento, a partire dalle strutture bisognose di essere razionalizzate e rifunzionalizzate». Queste parole di don Lorenzo Celi, vicario episcopale per i beni temporali, anticipano il “cuore” del Rapporto annuale della Diocesi di Padova, relativo all’anno 2024, che viene presentato – alla presenza del vescovo Claudio Cipolla – questo sabato all’Opsa (alle 10); invitati sono i membri dei consigli parrocchiali per la gestione economica, i vicepresidenti dei consigli pastorali parrocchiali, i membri dei consigli di amministrazione degli enti diocesani, i vicari episcopali, i responsabili e i dipendenti di uffici e servizi diocesani.
«Senza il lavoro di risanamento e di consolidamento operato nel recente passato sarebbe stato inimmaginabile aprire cantieri come quello che porterà alla realizzazione delle Nuove Cucine popolari, quello che permetterà la concentrazione degli uffici e servizi di Curia nel complesso del Palazzo vescovile e ancor più la fabbrica che partirà sul sito di Santa Maria in Vanzo (chiesa del Seminario, ndr) per la creazione del nuovo polo bibliotecario e archivistico, mettendo in connessione Biblioteca capitolare, Archivio diocesano e Biblioteca antica del Seminario».
Il Rapporto annuale – certificato anche quest’anno da PricewaterhousCoopers spa – si struttura in varie sessioni: la relazione di missione, la presentazione del bilancio 2024 dell’ente Diocesi, i dati di bilancio aggregati dell’ente Diocesi con altri enti; il rendiconto delle parrocchie e alcuni dati economici della Diocesi e degli enti diocesani raggruppati per finalità (carità e assistenza; missione; cultura; educazione e formazione; spiritualità; formazione e accompagnamento del clero). Capitoli a sé sono riferiti alle società partecipate e all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero.
«Per quanto riguarda il bilancio 2024 della Diocesi di Padova – commenta l’economo diocesano, Giovanni Bottecchia, in carica da gennaio 2025 – nel corso dell’esercizio è stato raggiunto un risultato gestionale di sostanziale equilibrio, con un disavanzo di gestione contenuto (pari a 113.688,23 euro) frutto di un’attenta politica di controllo dei costi e di valorizzazione delle risorse disponibili, mantenendo inalterato il livello dei servizio diocesani e il sostegno a favore delle numerose comunità e opere della Chiesa di Padova».
Anche dal punto di vista patrimoniale l’ente Diocesi è solido; a conferma ci sono anche alcune operazioni straordinarie concluse nel 2024: da un lato le cessioni del cinema Mpx e della partecipazione in Hub (proprietaria del complesso Park Des Dolomites di Borca di Cadore); dall’altro la sottoscrizione di alcuni preliminari di vendita e di acquisto di alcuni immobili, nell’ottica di alienare gli immobili non più strategici e funzionali e di ottimizzare la gestione dei beni, recuperando o acquisendo immobili suscettibili di generare redditività che permetta alla Diocesi di continuare nella sua missione. Situazione di equilibrio si registra anche sul piano finanziario e della liquidità, tanto da permettere, nell’anno in corso l’avvio dei già citati cantieri – Nuove Cucine popolari, riorganizzazione della Curia, Polo delle biblioteche – che richiedono un impegno finanziario importante.
Il rendiconto gestionale 2024 dell’ente Diocesi si chiude con un disavanzo pari a 113.688,23 euro (nel 2023 era di 939.741 euro e nel 2022 di 616.394 euro), dovuto a un totale di 9.849.264 euro di costi a fronte di 9.735.576 euro di proventi.
«Per quanto riguarda le parrocchie – commenta Alessandro Perego, responsabile del Servizio di amministrazione per enti e parrocchie – si registra una lenta diminuzione del patrimonio immobiliare, che riflette la contrazione delle nostre comunità e opere, che oggi necessitano di minori spazi rispetto al passato. Su questo fronte sarebbe utile sforzarsi ulteriormente, rinunciando agli immobili che non servono più all’attività pastorale e non contribuiscono a sostenerla. Si registra inoltre un incremento dei depositi e degli investimenti finanziari (+ 14,9 per cento) e una sostanziale diminuzione dei debiti (-10,58 per cento), ma rimane il peso di oneri manutentivi del patrimonio immobiliare».
Il Rapporto annuale si chiude con la riflessione di prospettiva e orientamento del vescovo mons. Claudio Cipolla, che fa esplicito riferimento alla recente prima esortazione apostolica di papa Leone XIV, Dilexit te, recuperando le tre caratteristiche dell’economia evangelica – la cura, il dono e la fiducia reciproca – quali antidoti alla violenza, alla sopraffazione, all’iniquità che genera diseguaglianza. Tre caratteristiche, tre antidoti che rappresentano tre stili di essere comunità: «Esprimo l’auspicio che questi tre tratti – scrive il vescovo Claudio – siano assunti come metro del nostro modo di gestire i beni nel presente e nel futuro. Perché entrino sempre più a connotare lo stile della nostra Diocesi, insieme alla legalità e alla trasparenza, alla sobrietà e alla prudenza che in questi anni abbiamo cercato di far crescere anche attraverso la redazione e pubblicazione del bilancio dell’ente Diocesi e la sua certificazione».