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Religione cattolica a scuola. Un’ora che “dà forma”
È tempo di sceglierla per gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Ecco alcune motivazioni
ChiesaÈ tempo di sceglierla per gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Ecco alcune motivazioni
L’estate scorsa, visitando Cortona, poco distante dal lago Trasimeno, ho avuto modo di ammirare l’Annunciazione, lo splendido dipinto del Beato Angelico, che si conserva nel museo diocesano. Osservando i nitidi particolari del dipinto e i molti riferimenti della vita di Gesù, dalla notizia del suo concepimento ai terribili presagi della sua passione, pensai alle belle lezioni di religione cattolica, ricevute a scuola quando era obbligatoria, (prima del Concordato del 1983). Il professore, attraverso un’opera d’arte cercava di farci capire i contenuti della materia, in un modo avvincente e al tempo stesso aderente ai contenuti religiosi. Di fronte all’Annunciazione, non mi sono posto la domanda del perché suggerire a uno studente di optare per l’insegnamento della religione cattolica, al contrario mi sono chiesto: perché non farlo? Perché non approfittare delle bellezze artistico-culturali che la Chiesa cattolica ci ha tramandato nel tempo, caratterizzando gli usi e i costumi che quotidianamente pratichiamo? Quale spreco sarebbe non approfondire, con l’aiuto dei contenuti della religione cattolica, la nostra dimensione spirituale, oltre a quella cognitiva e psicologica? Se potessi consigliare le famiglie, impegnate nell’iscrizione dei propri figli a scuola, di fronte alla scelta o meno di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica saprei sicuramente cosa suggerire. Ecco alcune motivazioni.
1. La religione cattolica offre un’opportunità sistematica di approfondire la conoscenza dei contenuti su cui poggia una vita di fede nei diversi ambiti riguardanti il rapporto fra Dio e l’uomo, la conoscenza della Bibbia, la conoscenza del linguaggio e dei simboli religiosi, la pratica dei valori etici e morali. Questa conoscenza costituisce una consapevole occasione di formazione della persona nella sua integralità. 2. La didattica dell’insegnamento della religione cattolica consente di partire dall’ascolto delle problematiche dei bambini e dei ragazzi, dalle loro domande sul senso del vivere e su molte altre questioni controverse, per ricercare insieme una risposta, che, prima di interessare la fede, interpella la loro stessa umanità. 3. Nella religione cattolica dialogo, ascolto e ricerca connotano uno stile che restituisce una dimensione educativa alla formazione scolastica, ponendo la conoscenza al servizio dei bisogni e della maturazione dei talenti dei nostri alunni; 4. Altra dimensione importante è quella della socialità, dell’interazione con gli altri, della costruzione di un gruppo classe solidale, nel quale studiare diventa un modo per arricchire la propria umanità e la capacità di comprensione degli altri . 5. L’insegnamento della religione cattolica, in un tempo di atteggiamenti competitivi, talvolta di conflitto è educazione al dialogo, che valorizza le diversità e supera la logica dello scontro.
Di conseguenza, l’insegnante di religione è quindi per vocazione un costruttore di ponti e di comunità, nella classe, nei rapporti fra i diversi docenti, nella ricerca di un dialogo fra le discipline, da cui possono scaturire progetti che avvicinano la cultura alla realtà, che si alimentano di cooperazione, che generano dinamiche di inclusione e partecipazione. Facendo questo la scuola si apre verso l’esterno, diventando a sua volta palestra di civiltà, ispirata ai valori della nostra Costituzione. Nelle ore di insegnamento della religione cattolica si cerca quindi di valorizzare ogni alunno, di fargli scoprire il proprio valore, di motivarlo a dare senso allo studio e all’impegno di crescere, mettendo al servizio degli altri quello che si è e quello che si sa. E di questi tempi non è poco..

Nell’anno scolastico 2021-22, l’84,44 per cento degli studenti – dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado – ha scelto di frequentare l’ora di religione cattolica. I dati restituiscono un quadro di sostanziale stabilità, addirittura con una lieve crescita, dato che nell’anno precedente erano l’83,40 per cento (fonte: irc.chiesacattolica.it)
Andrea Bergamo con Rocco Bello e Giovanni Battista ZannoniComitato Scientifico della Fondazione Bortignon