Fatti
Sanità, violenza sul personale: servono misure
Minacce verbali, che possono sfociare anche in aggressioni fisiche con pugni, spinte, calci.
FattiMinacce verbali, che possono sfociare anche in aggressioni fisiche con pugni, spinte, calci.
Nel mirino finiscono medici, infermieri e direttori, ed è per questo che il 12 marzo ricorre la Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari. Secondo un recente sondaggio dei sindacati Anaao-Assomed, in Italia, l’81 per cento ha subito aggressioni. Guardiamo in Veneto: nel 2022, ultimi dati disponibili, in Regione sono state registrate tremila aggressioni, verbali e fisiche, ai danni di infermieri (nel 67,7 per cento dei casi), e poi Oss (17 per cento delle denunce) e medici (13,4 per cento). In sette casi su dieci, l’aggressore è il paziente e quasi nel 45 per cento degli episodi si tratta di minacce verbali; ma poi ci sono anche i parenti e corrispondono a un quarto del totale di chi commette gesti violenti. «Questa Giornata deve diventare un momento di riflessione e di vicinanza ai circa 70 mila professionisti che lavorano, con impegno e dedizione, nelle varie strutture sanitarie pubbliche venete ai quali si aggiungono altre migliaia di operatori sanitari del privato convenzionato – è stato il commento di Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto – Ben oltre il 70 per cento dei sanitari che subiscono le violenze (come aveva già segnalato Azienda Zero) è rappresentato dal personale femminile. Numeri che ci fanno accapponare la pelle e ci pietrificano. Se solo pensiamo che durante la pandemia da Covid-19 li chiamavamo eroi e angeli, c’è davvero da vergognarsi. Molti si sono ammalati per curarci». A inizio 2023, a seguito delle indicazioni impartite dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, i presidi di polizia nelle strutture ospedaliere italiane sono aumentati del 50 per cento, passando dai 126 preesistenti agli attuali 189. In Azienda ospedaliera a Padova, già dotata di sei poliziotti, per esempio, la direttiva ha portato all’estensione fino alle 23 della loro presenza, precedentemente garantita fino alle 20. «È ora di affrontare il problema con maggiore determinazione, innalzando una barriera normativa che assicuri che vengano erogate pene certe e proporzionate a un simile livello di inciviltà a dispetto della legge e della dignità professionale» ha dichiarato Luca Zaia.
I reparti dove si manifestano maggiormente forme di violenza e aggressione sono il Pronto soccorso, le psichiatrie, le geriatrie, i Serd (Servizi per le dipendenze patologiche), i Sert (Servizi per le Tossicodipendenze), e non mancano episodi durante l’assistenza domiciliare.