Santuario di Tessara. «Qui le persone cercano serenità e consolazione. È un luogo speciale»
Nel mese della sagra, a Santa Maria di Non, un ampio programma religioso accompagna i pellegrini; particolare risonanza ha avuto il concerto del 3 ottobre del coro “L’eco delle valli” di Lusiana-Conco. Il rettore don Leonildo Ragazzo: “Chi entra porta con sé gioie, dolori e speranze di giustizia e di pace, e il santuario entra nella vita di ogni pellegrino”. Ancora oggi arrivano ex voto per le grazie ricevute.
I santuari sono luoghi privilegiati di preghiera: ne è un esempio quello di Tessara, a Santa Maria di Non, dove nel mese di ottobre si svolge la sagra con un ampio programma religioso. Particolare risonanza ha avuto il concerto del 3 ottobre a cura del coro “L’eco delle valli” di Lusiana-Conco, diretto dal maestro Andrea Pinaroli, che tra gli altri canti ha proposto Resterà la luce. Il brano parla del legame profondo nato dalla condivisione di esperienze autentiche e si conclude con un senso di emozione e gratitudine. Come ricorda il rettore don Leonildo Ragazzo «a Tessara le persone cercano serenità e consolazione: anche attraverso le parole di un canto in questo luogo speciale è possibile trovarle. Molti dicono che qui si percepisce un clima diverso rispetto a quello che si trova nei nostri abituali luoghi di culto; qui c’è un particolare dono dello Spirito Santo che ci aiuta a pregare». Per don Ragazzo chi entra in santuario «porta con sé gioie, aspettative, dolori, sofferenze e preoccupazioni, ma anche speranze di giustizia e di pace, e il santuario entra nella vita di ogni singolo pellegrino». E anche a Tessara non sono mancate nel tempo le grazie: «Molte sono di ordine spirituale, ancora adesso arrivano ex voto per quelle ricevute». Il rettore ricorda, inoltre, il messaggio giunto da una religiosa originaria di Santa Maria di Non, suor Riccarda: «Sono contenta per tutto quello che Maria compie nella vita delle persone».