A quanti di noi è capitato di essere in procinto di mollare, di gettare la spugna, su un progetto di vita, in un percorso di studi, nello sport o nell’idea di raggiungere un traguardo nel proprio lavoro? Avete presente l’immagine di quell’omino che, a colpi di piccone, frantuma la roccia, si fa largo nel tunnel, e torna indietro proprio quando la riserva di diamanti è a portata di mano? Esattamente così. A volte ci basterebbe un segno, un vento che soffia da un’altra direzione, il supporto al momento giusto.
È successo a David Navarro, 51 anni, dal 2 marzo allenatore del Saragozza con l’ostico obiettivo di salvare il prestigioso club di calcio che, dal massimo campionato spagnolo, si ritrova ora in seconda divisione e rischia di scendere in terza. Alla prima conferenza stampa di presentazione, tra i vari giornalisti, c’è un aspirante 19enne, “inviato” della radio della Universidad Complutense di Madrid, si chiama Ismael Velilla. Lui si presenta, ma David Navarro lo conosce bene, benissimo. Ismael è stato il segno nella vita di David, quel supporto arrivato proprio nel momento giusto. È lo stesso allenatore, occhi lucidi, a svelare ai presenti l’importanza di questo ragazzo: nel 2019, Navarro allenava il Terazona, quarta serie, era su quella panchina da quattro stagioni e per tutti e quatto gli anni aveva mancato la promozione sempre nella finale dei play-off. Al quarto insuccesso consecutivo, Navarro aveva deciso di mollare, di chiudere con l’idea di vivere come allenatore. Stop. Poi gli arriva un messaggio su Instagram da parte di un ragazzino di quasi 12 anni: «Ciao David, sono Ismael Velilla. So che sei triste per quello che è successo, ma devi rialzarti e dimostrare che puoi farcela, e superare tutto il resto… Credo che l’anno prossimo ci guiderai verso la gloria, perché ne sei capace. E ricorda che ci sono persone come me che ti sosterranno nella buona e nella cattiva sorte».
Un anno dopo quel messaggio, Navarro ha centrato la promozione con il Terazona, è entrato nello staff del Saragozza e ora prova una nuova impresa. «È in gran parte grazie a lui se sono qui oggi». L’ultima picconata e i diamanti sono qui.