Fatti
Dieci regole, un solo obiettivo: migliorare i comportamenti nella comunicazione online ma anche in presenza. È su questo che si fonda il Manifesto della comunicazione non ostile, promosso dall’associazione triestina Parole O_Stili e adottato anche dall’amministrazione di Terrassa Padovana guidata dal sindaco Filippo Silvestri. «Già nel 2020, come gruppo consiliare di minoranza, avevamo presentato una mozione, poi bocciata, per l’adesione a questa carta – ricorda il primo cittadino – Credendoci oggi come allora, ci siamo sentiti in dovere di proporla nuovamente approvandola poi in giunta con l’accordo politico di tutta la nostra maggioranza. Il progetto dell’associazione mira alla sensibilizzazione contro la violenza verbale attraverso un decalogo destinato soprattutto al web e ai social, dove dovrebbero valere le stesse regole utilizzate nel mondo reale. I principi generali sono poi declinati nei diversi settori della società, come la scuola e la pubblica amministrazione».
Un richiamo all’importanza delle parole, con la convinzione della necessità di partire anche da chi amministra le comunità: «Dato che noi politici conosciamo l’importanza della comunicazione, dobbiamo iniziare dal migliorare quest’ultima per cambiare la società. In momenti di tensione, è capitato anche a noi di avere la tendenza a contrattaccare in maniera energica l’oppositore politico, ma ho sollecitato ai miei collaboratori l’applicazione dei principi del Manifesto. Ci dobbiamo impegnare a essere i primi a rispettarli per migliorare gli spazi di dibattito politico, compresi quelli nei social».
Dopo l’adozione avvenuta il mese scorso e in attesa di coinvolgere anche le nuove generazioni attraverso il Consiglio comunale dei ragazzi, proprio tramite gli account dell’amministrazione il decalogo è stato subito condiviso con la popolazione. «Molte persone vivono ormai più sui social che nelle piazze e quindi penso sia fondamentale diffondere queste regole di buon vicinato virtuale, perché come nella vita reale aggredire verbalmente una persona è sbagliato così lo è anche nel web – conclude Silvestri – Dico ai cittadini, quando si lamentano nelle piattaforme, che l’amministrazione è aperta all’ascolto e al confronto costruttivo; altrimenti la critica è utile solo a inquinare il dibattito. Ed ecco che si torna ai principi del Manifesto, di uso quotidiano».
Dopo aver ribadito come il virtuale sia reale invitando a scrivere in rete solo ciò che si avrebbe il coraggio di dire di persona, il Manifesto pone l’accento anche sulle capacità delle parole di dare forma al pensiero e di essere un ponte con cui avvicinarsi agli altri. Chiede agli utenti di ascoltare con apertura l’interlocutore accertandosi inoltre di aver compreso testi e immagini prima di condividerli. Infine, il Manifesto sollecita a non vedere come un nemico da annientare chi ha una tesi differente e di non accettare insulti e aggressività nemmeno a favore della propria idea.