Fatti
Accogliere la fragilità dei più giovani, accompagnarli con competenza e restituire loro un orizzonte di futuro. È questa la missione di Casa Dalla Rovere – realtà nata a Thiene a inizio 2025 dalla generosità del filantropo Ambrogio Dalla Rovere, che ha donato la sua casa di famiglia di Thiene e le risorse necessarie per la sua ristrutturazione, – affidata alla Fondazione di Comunità Vicentina per la qualità di vita e gestita dalla cooperativa sociale Radicà. Dopo un anno e mezzo di attività, il bilancio tracciato dai responsabili testimonia quanto questo progetto risponda a un bisogno profondo e reale del territorio.
La struttura custodisce due anime adiacenti e complementari. Da un lato la Comunità educativa riabilitativa (Cer), un ambiente a carattere residenziale familiare che ospita fino a dieci ragazzi e ragazze tra i 12 e i 18 anni che attraversano momenti di particolare vulnerabilità psichica. Dall’altro, uno spazio socio-culturale diurno, aperto a giovani, famiglie e scuole dove, proprio in questo periodo, stanno iniziando diversi laboratori, come quelli di manga, di teatro e di fotografia. Un’impostazione studiata per evitare qualsiasi rischio di chiusura e per favorire una reale integrazione nel tessuto sociale.
Nella Cer l’obiettivo primario è aiutare gli adolescenti a riprendere in mano le tappe della propria crescita. «Un disturbo in questa fascia d’età può tranquillamente scomparire in età adulta – spiega la coordinatrice Mariasole Autiero – Attraverso i Progetti educativi riabilitativi individualizzati (P.E.R.I.), costruiti insieme ai servizi sociali e con il coinvolgimento attivo delle famiglie, lavoriamo per un reinserimento graduale e duraturo». A sostenere i ragazzi nella Cer è un team interdisciplinare di circa 18 professionisti (educatori, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, infermieri e oss) affiancati da numerosi volontari del territorio che offrono le loro competenze per attività artistiche o di gestione quotidiana. Si agisce in rete con le scuole vicine, con i comuni, l’ufficio di ambito territoriale e sociale e l’Ulss. Nel corso di questo primo anno e mezzo non è mancato il reinserimento scolastico, grazie alla disponibilità degli istituti del territorio (come le scuole medie di quartiere e l’Engim) nell’attivare équipe multidisciplinari. Per chi aveva interrotto gli studi, si sono aperte le porte di tirocini di svantaggio presso parrucchieri e aziende locali, dimostrando quanto la comunità thienese sia aperta e accogliente. C’è chi ha trovato posto nello sport, chi ha fatto l’animatore al grest o il volontario alla sagra parrocchiale della Conca.
«I risultati concreti più gratificanti riguardano alcuni giovani che si sono diplomati e che hanno concluso il nostro progetto per il raggiungimento di età, salutandoci con un contratto di lavoro in mano» conclude la Autiero.