Tragedie di Pietralata e Centocelle: card. Reina, “Roma ritrovi il senso della prossimità”
Il vicario per la diocesi interviene dopo la morte violenta di una madre a Centocelle e la tragedia di un'intera famiglia a Pietralata. «Come Chiesa di Roma affidiamo al Signore le vittime e ci stringiamo alle loro famiglie». L'interrogativo alle comunità: «Siamo davvero luoghi nei quali chi è ferito, solo o smarrito può trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo?». L'appello finale: «Roma ha bisogno di ritrovare il significato della prossimità. Il dolore di questi giorni non rimanga soltanto cronaca, diventi un appello alle nostre coscienze».
“Le drammatiche vicende che nelle ultime ore hanno sconvolto Roma ci lasciano sgomenti. Di fronte alla morte violenta di una madre a Centocelle e alla tragedia di un’intera famiglia a Pietralata, sentiamo anzitutto il bisogno della preghiera e della vicinanza a quanti sono stati colpiti”. Lo dichiara il card. Baldassare Reina, vicario per la diocesi di Roma, in una nota diffusa dal Vicariato. “Come Chiesa di Roma affidiamo al Signore le vittime e ci stringiamo alle loro famiglie e alle comunità ferite da un dolore così grande”, prosegue il porporato, che, senza “anticipare giudizi su vicende che spetta alle autorità competenti chiarire”, pone una domanda: “quanta sofferenza attraversa silenziosamente le case della nostra città senza che nessuno riesca a scorgerla?”. Dietro le porte delle abitazioni, osserva il cardinale, “possono consumarsi solitudini, fragilità, paure e disperazioni che troppo spesso rimangono invisibili”: “una città non può dirsi veramente umana quando qualcuno soffre accanto a noi e noi non ce ne accorgiamo”. Di qui l’interrogativo rivolto alle comunità: “siamo davvero luoghi nei quali chi è ferito, solo o smarrito può trovare qualcuno disposto ad ascoltarlo e accompagnarlo?”. “Roma ha bisogno di ritrovare il significato della prossimità”, conclude Reina. “Il dolore di questi giorni non rimanga soltanto cronaca, diventi un appello alle nostre coscienze perché nessuno, nella nostra città, debba sentirsi così solo da non vedere più la speranza”.