Fatti
Trapianto record: la donatrice ha 99 anni
Riuscito l’intervento al fegato dell’Azienda Ospedale
FattiRiuscito l’intervento al fegato dell’Azienda Ospedale
Nella notte tra il 18 e il 19 aprile, l’Azienda Ospedale-Università di Padova ha realizzato un trapianto di fegato “da record”: la donatrice, infatti, era una donna di 99 anni, la più anziana al mondo ad aver mai donato un organo a cuore fermo. Il ricevente, una donna di mezza età, si trova in buone condizioni, già estubata a poche ore dall’intervento. A guidare l’operazione il prof. Enrico Gringeri, affiancato dall’équipe della Chirurgia epato-bilio-pancreatica e trapianti di fegato diretta da Umberto Cillo, con il coordinamento del dott. Demetrio Pittarello, responsabile del Centro regionale trapianti. La donatrice, malata oncologica, era ricoverata a Piove di Sacco con gravi danni cerebrali e la necessità di un fegato nuovo. Dopo le necessarie valutazioni, è stata giudicata idonea alla donazione, grazie a una funzionalità epatica sorprendentemente buona nonostante l’età avanzata. Trasferita a Padova, si è deciso di procedere con la tecnica della donazione a cuore fermo (Dcd), una procedura complessa con la legge che impone prima 20 minuti di osservazione dopo l’arresto. L’intervento, tra espianto e trapianto, è durato complessivamente 18 ore. Demetrio Pittarello sottolinea l’unicità dell’intervento: «Si tratta della donatrice più anziana al mondo, e questo dimostra che non esiste un limite d’età alla donazione se ci sono le condizioni mediche per farlo. È un messaggio di speranza e un incentivo a riconsiderare i criteri di selezione in modo più aperto e scientificamente aggiornato». Come detto, il successo è frutto anche della tecnica Dcd, ideata proprio a Padova dalla Cardiochirurgia diretta dal prof. Gino Gerosa. Questa metodologia innovativa consente di utilizzare organi da donatori a cuore fermo, ampliando così le possibilità di trapianto.
Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Giuseppe Dal Ben, ha espresso grande soddisfazione per un risultato che dimostra la capacità dell’ospedale di spingersi oltre i limiti tradizionali della medicina, mantenendo un livello d’eccellenza. Parole di encomio sono giunte anche dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha definito l’intervento “straordinario” e simbolo di una sanità che unisce innovazione, competenza e umanità: «Il Veneto dimostra ancora una volta di essere un modello sanitario all’avanguardia, capace di raggiungere traguardi impensabili grazie alla preparazione e alla passione dei suoi professionisti».
È stato compiuto un nuovo passo importante verso il Nuovo polo ospedaliero di Padova Est. La Giunta regionale, nell’ultima sessione, ha approvato l’accordo tra Regione, Comune di Padova e Azienda Ospedale-Università di Padova per la messa in sicurezza idraulica e geotecnica degli argini dei canali Piovego e San Gregorio. Gli interventi, da concludere entro il 2027 e per un costo complessivo di 10 milioni di euro, interesseranno anche l’area del nuovo terminal tram e andranno a coinvolgere un perimetro di 12 chilometri, dalle chiuse di Voltabarozzo a Padova Est.