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Trasporti. Spv tra accenti piemontesi e… spagnoli
Tra i protagonisti finanziari figurano la Sacyr e Albertis, entrambe con sede a Madrid
IdeeTra i protagonisti finanziari figurano la Sacyr e Albertis, entrambe con sede a Madrid
Nel grande piazzale ricavato davanti al casello di Montecchio Maggiore, in prossimità dell’interconnessione tra la Spv e l’autostrada A4 Brescia-Padova, sotto il tendone allestito per l’inaugurazione, lo scorso 3 maggio, si sentiva parlare spagnolo, lombardo e un po’ di piemontese. Di veneto, assai poco, tranne il presidente Luca Zaia e i tanti sindaci del territorio intervenuti. I protagonisti finanziari di queste due autostrade, infatti, sono società a guida spagnola e piemontese: da una parte, il concessionario della Sis, che ha realizzato la Spv ottenendo in contropartita da Regione Veneto 300 milioni di euro di canone annuo per 39 anni, costituito da Matterino Dogliani e dagli spagnoli di Sacyr e dall’altra la spagnola Abertis, che controlla il gruppo A4 holding. Con orgoglio, il presidente Gonzalo Alcalde, di A4 holding, ha parlato dei 350 mila autoveicoli al giorno che attraversano la A4, con un tasso di incidentalità che è ridotto allo 0,05 per cento. Soddisfatto e sempre polemico con chi ha ostacolato in passato la realizzazione della Superstrada pedemontana veneta, il governatore Luca Zaia ha dichiarato che con l’inaugurazione di questo innesto la Spv è finalmente completa: «Operativi tutti i 94,5 chilometri a pedaggio e pure i 68 chilometri di viabilità di collegamento gratuiti. Ora i numeri dovrebbero consentire di pagare il canone con i pedaggi». A dire il vero, solo a giugno il collegamento tra le due autostrade sarà completo, con la realizzazione del nuovo casello di Montecchio sulla A4, comunque già ora il tratto urbano dal casello di uscita di Montecchio Maggiore sud e l’entrata in A4 è ridotto a qualche centinaio di metri. Il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, ha portato la benedizione inaugurale e ha sottolineato l’importanza dell’opera, con una raccomandazione: «Un’infrastruttura utile per la viabilità che risolleva dal traffico il territorio di Brendola e Montecchio Maggiore. Inoltre, viene sostenuta un’area economicamente importante, e si promuove ulteriormente il lavoro. Deve restare la preoccupazione della sostenibilità e del rispetto del territorio: qui siamo in un territorio fragile, già colpito dall’inquinamento da Pfas, e che deve sorvegliare l’inquinamento dell’aria. Dobbiamo avere cura per chi vive e abita qui». Bruno Chiari, direttore di A4 holding, ha spiegato che l’opera ha richiesto quattro anni e mezzo di lavoro, sono state coinvolte 140 imprese e spese 500 mila ore di lavoro. Realizzate, inoltre, due gallerie e un ponte avveniristico e sistemata la corsia di emergenza.