Ucraina: nunzio di Kyiv, danni in nunziatura e danneggiato l’istituto dei padri domenicani. “La chiave per aprire alla pace è nelle mani dei russi”
Almeno quattro morti e oltre cento feriti negli intensi raid aerei russi della notte tra sabato e domenica. Mons. Visvaldas Kulbokas al Sir: la nunziatura sta bene, ma molte case sono state danneggiate, anche l'Istituto di Scienze religiose San Tommaso d'Aquino dei padri domenicani. Il direttore padre Petro Balog: circa cinquanta locali colpiti dall'onda d'urto, un centro commerciale accanto all'edificio completamente distrutto. L'aeronautica ucraina: novanta missili e seicento droni lanciati sul Paese.
“I bombardamenti sono stati molto forti. La nunziatura sta bene, a parte qualche pannello interno e lampadario che si è staccato dalla parete a causa delle onde d’urto. Sono però state danneggiate molte case, anche l’Istituto di Scienze religiose San Tommaso d’Aquino, dei Padri domenicani ha subito danni”. A fare il “punto” della situazione a Kyiv dopo l’attacco massiccio russo è il nunzio apostolico mons. Visvaldas Kulbokas, che si trova in questi giorni a Roma.
Raggiunto dal Sir, aggiunge: “La pace va costruita con una seria apertura al dialogo politico. Ma la chiave di questa apertura si trova nelle mani di Mosca. Sto celebrando la Pentecoste a Roma e quando prego, nella mia mente affiora l’immagine dello Spirito Santo che discende in mezzo ai missili ed alle bombe, dove c’è più sete di Lui. Riguardo invece alla nostra preghiera per i potenti, io so con certezza che la nostra parola non conta nulla per loro, e quindi affido con fiducia e speranza la mia supplica alla Madre di Dio, perché implori da Dio il dono della conversione anche per quei politici che stanno uccidendo milioni di persone e non intendono fermarsi”.
È padre Petro Balog, direttore dell’Istituto domenicano, a elencare sulla sua pagina Facebook i danni subiti. “A causa di un razzo che ha colpito la casa accanto a noi, l’onda d’urto ha fatto saltare le nostre finestre e porte, sia nell’Istituto, sia nel monastero. Circa 50 locali in totale hanno subito danni. Puliamo poco a poco”. Ma è l’edificio accanto all’Istituto ad aver subito danni maggiori. Un centro commerciale e un mercato sono andati in fiamme e sono stati completamente distrutti. “Con questi colpi massici, i russi cercano di portare la gente al panico e alla paura, ma molto probabilmente questa è la loro agonia”, scrive il religioso. “Oggi mentre celebriamo la solennità della discesa dello Spirito Santo, gli chiediamo il dono della resistenza e della pace nel cuore”.
Almeno quattro persone sono morte e oltre 100 sono rimaste ferite in Ucraina a causa degli intensi raid aerei russi della notte tra sabato e domenica, che hanno preso di mira in particolare la capitale, secondo quanto riferito dalle autorità. Sia Kiev che Mosca hanno dichiarato che la Russia ha utilizzato il missile balistico Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari. L’aeronautica ucraina ha confermato che la Russia ha colpito l’Ucraina con “90 missili e 600 droni”, aggiungendo di aver intercettato 55 missili e 549 droni. Il presidente ucraino Zelensky ha precisato che tre missili russi hanno preso di mira un impianto di approvvigionamento idrico, un mercato è andato a fuoco, decine di edifici residenziali sono stati danneggiati e diverse scuole sono state colpite.