Venezuela: la condivisione per uscire dal deserto della crisi. L’esperienza delle “Pentole solidali”

La risposta alla fame e alla povertà dei venezuelani viene da tante parrocchie del Paese dove sono attive le “ollas solidarias” (pentole solidali), mense dove viene offerto cibo e sostegno. I primi a dare una mano sono gli stessi poveri che le frequentano che offrono quel poco che hanno, nello spirito del condividere per non lasciare indietro nessuno, come recita lo slogan della campagna di Quaresima della Chiesa venezuelana.

Cucine economiche popolari di Padova. I giovani e la “cena sospesa” per chi vive nella povertà

Le Cucine Popolari, insieme all'Ufficio pastorale Giovani, lanciano una proposta alternativa ai ragazzi dai 18 anni: una cena sospesa. Il costo di un pasto completo alle cucine popolari è di 2 euro e 50 e la proposta è di cenare una sera con chi la frequenta, sedersi allo stesso tavolo, chiacchierare e lasciarne uno “sospeso”, per un ospite che non può pagarlo. Un’idea per conoscere gli spazi, l’ambiente, mangiare insieme ad altre persone, vedere una realtà della nostra Diocesi.

Papa a Loreto: “capitale dei giovani” alla scuola di Maria

Loreto diventa per un giorno "capitale dei giovani", grazie alla firma di "Christus vivit", l'esortazione apostolica a conclusione del Sinodo dedicato ai giovani. Rilanciare il Centro Giovanni Paolo II di Montorso, aprire il Santuario anche di notte e far diventare la Santa Casa un "luogo di proposta per una continuazione degli incontri mondiali dei giovani e della famiglia" - che non devono essere due binari paralleli della pastorale - le proposte concrete. Il primo atto: la preghiera silenziosa e solitaria nella Santa Casa, dove il Papa - il primo Pontefice a farlo negli ultimi 162 anni - ha celebrato la Messa, prima d’incontrare la comunità dei Cappuccini e gli ammalati. Sul sagrato, il discorso ai fedeli e ai cittadini di Loreto

Mozambico. Il grido di dolore e l’appello di don Dante Carraro: “Tutti ora hanno ancor più bisogno di noi”

Riceviamo e pubblichiamo l'accorato appello di don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm sulla situazione in Mozambico: "È difficile rendere l’idea della portata distruttiva del ciclone, ma provate ad immaginare una città di 500.000 persone, grande quasi come Genova, allagata e distrutta per il 90%, con la gente costretta ad accamparsi in ripari di fortuna, senza cibo e acqua pulita". "Chiedo il vostro contributo, come possibile, per aiutare la gente di Beira a risollevarsi".