Papa Francesco "ha ampliato la capacità della Chiesa di porsi di fronte alle grandi questioni per poter operare concretamente, ha rilanciato il multilateralismo e aperto nuove vie di dialogo". Ne è convinto Vincenzo Buonomo, professore di diritto internazionale all'Università Lateranense
A scorrere tra documenti, omelie, interventi, messaggi e post sui social, sono decine e decine i riferimenti che Bergoglio lungo i suoi dodici anni di Pontificato ha voluto dedicare al lavoro e alla sua mancanza, allo sfruttamento e alla schiavitù, al riposo e alla sicurezza
Le cerimonie della Liberazione, quest'anno, cadono nel periodo istituzionalmente di lutto per la morte di Papa Francesco. E si continua a cercare l'unanimità su quest'evento
Una lotta, quella agli abusi sessuali sui minori e sugli adulti vulnerabili, che Francesco ha vissuto in prima linea, con un percorso mirato che si è sviluppato lungo tutto il suo Pontificato. Un’azione costante, in tappe progressive, fondata sull’ascolto delle vittime e del loro dolore, che ha espresso con chiarezza da parte della Chiesa una volontà concreta di trasparenza e giustizia. Ripercorriamone i punti principali
“Il Magistero economico di Papa Francesco sarà tra le sue eredità più importanti”, afferma il direttore scientifico di “The Economy of Francesco” per il quale Bergoglio “è stato un grande pensatore” cosciente che “l’economia è il centro della giustizia, della libertà dei poveri”. E sul movimento lanciato ad Assisi afferma: “Mi aspetto un grande sviluppo, si concretizzerà il grande desiderio da parte dei giovani di essere quella profezia che Francesco ha invitato ad essere”
“Il Papa ci insegna che la fragilità fa parte della vita, e chiede alla Chiesa e alla società di chinarsi sui più deboli e ripartire dall’ascolto degli ultimi”. Parla Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi
Alla notizia della scomparsa di Sua Santità Papa Francesco, la Comunità Islamica Thienese esprime il più profondo cordoglio e le più sincere condoglianze alle istituzioni civili e religiose cattoliche, nonché all’intera cittadinanza.
A quasi un mese dal terremoto che ha devastato il Myanmar, il 28 marzo scorso, appello dell’arcivescovo di Mandalay mons. Marco Tin Win: “Mi rivolgo oggi non solo ai nostri fedeli locali, ma anche a voi, nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo”. “Chiediamo con coraggio e amore: quando le armi taceranno e inizieremo il dialogo? Correggiamo i torti del passato, perdoniamoci a vicenda e impegniamoci a costruire una pace giusta. Ridiamo speranza ai nostri figli e guariamo le ferite della nostra terra”.