Giovani: l’importanza delle abilità pratiche o trasversali, anche a scuola

Da un po’ di tempo a questa parte in ambito educativo e pedagogico si parla molto di soft skills. Chissà se i diretti interessati – i teenager, altrimenti detti "discenti"– sanno cosa sono le soft skills e perché perfino la scuola sta tentando di rivoluzionare il sistema di insegnamento dei saperi, cercando di porre in rilievo queste "abilità". L’espressione soft skills è di provenienza anglosassone e sta ad indicare tutte quelle abilità “pratiche” o trasversali che risultano vincenti per affrontare criticità scolastiche, lavorative ed esistenziale. In realtà molte sono di natura relazionale e puntano anche a stabilire un clima di benessere fra le persone. Si contrappongono alle cosiddette hard skills, che invece sarebbero le competenze specifiche nelle lingue, o nella matematica, o nelle arti, ad esempio.

Banche, tre motivi per cui è bene stressarle

Come si fa a capire se le banche sono solide? La domanda non è peregrina e, dopo la crisi del 2007, è diventata una domanda esistenziale.

Chi siamo, dove andiamo, chi garantisce il mio conto corrente? 

Per misurare, numerare, tastare la solidità del sistema creditizio e dei singoli istituti, l'Eba —l'Autorità bancaria europea — ha concepito una serie di parametri di valutazione come il Cet-1: più i punteggio è alto e più la banca ha un patrimonio solido.

Stabiliti i parametri di valutazione, per testarli fino in fondo bisogna immaginare condizioni al limite, ecco perciò gli stress test.

1918-2018. Veneto, terra di pace. Alle parole ora seguano i fatti

Questa mattina la firma a Villa Giusti. La Regione s’impegna affinché la storia di cent’anni fa continui a insegnare. Ma «la modalità “prima noi, poi loro” è il contrario di quanto enunciato», ricorda don Albino Bizzotto. Con la delibera di giunta 1.556 è stata approvata all’unanimità la dichiarazione d’impegno per la costruzione di un percorso che conduca a una maggiore giustizia sociale con il lavoro con le associazioni e la collaborazione reciproca.

L’Altopiano ferito pensa già al domani. Munari, Reggenza dei Sette Comuni: “Pianteremo faggi e aceri, autoctoni e più sicuri”

"Dobbiamo trasformare questo disastro in un’occasione di miglioramento". Il sindaco di Gallio e presidente della Reggenza dei Sette Comuni dell'Altopiano di Asiago parla mentre è ancora impegnato nell'emergenza maltempo. Il presente è il ripristino della rete elettrica, il futuro, che comincia già oggi, sta nella gestione dei boschi abbattuti e nella loro rigenerazione: "Basta abeti, poco sicuri e di scarso valore. Dopo la mancanza di programmazione del passato, dovremo puntare su boschi più sicuri, con piante autoctone e dal maggior valore".