Umanità: è la parola chiave della prima Via Crucis scritta dai giovani. Inchiodato sulla Croce c'è un migrante, che ci ricorda come ognuno di noi abbia inscritta la propria dignità sotto la pelle.
"Abbiamo una forza particolare che ci permette anche di poter perdonare quelle persone che ci hanno fatto del male, anche chi ci ha causato attentati dolorosi". La forza del perdono, di un amore capace di non piegarsi alla morte ma di continuare ad alzare gli occhi al Cielo. È la testimonianza della piccola comunità di minoranza dei copti ortodossi di Egitto e a raccontarla al Sir è Sua Santità Papa Tawadros II. Lo abbiamo incontrato nella cattedrale di san Marco al Cairo alla vigilia della Settimana Santa
“Vergogna, pentimento e speranza”. Sono i tre sentimenti che fanno da sfondo alla preghiera composta dal Papa e letta da lui al termine della Via Crucis di ieri sera al Colosseo, a cui hanno partecipato anche i ragazzi del liceo classico romano che hanno preparato i testi delle 14 stazioni.
«Gesti ignobili come questo rendono più forte il nostro impegno quotidiano in difesa della memoria delle vittime di ogni criminalità», scrive in una nota l’associazione Libera.
"In questo amore che unisce il Padre e il Figlio noi stessi chiediamo di essere coinvolti: è opera dello Spirito Santo; anzi il Signore ci conceda la gioia di percepireil dono della comunione ricevuto gratuitamente e faccia della nostra vita occasione per raccontare questa esperienza di unità".
"Vicinanza". È la parola chiave dell'omelia del Papa per la messa crismale presieduta oggi nella basilica di San Pietro. La gente apprezza molto "un prete di carne", che c'è sempre e parla con tutti, l'invito ai sacerdoti
Ci sarà anche suor Genevieve Al Haday, religiosa irachena dell’ordine delle domenicane di Santa Caterina, tra i "cruciferi" della Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo, con Papa Francesco. La suora è scampata con altre sue consorelle alla violenza dello Stato Islamico che costrinse, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, circa 120mila cristiani a fuggire dalla Piana di Ninive fino ad Erbil, in Kurdistan, per trovare salvezza. Il Sir ha raccolto la sua testimonianza: "Nella Croce che porterò sono riposte le speranze di pace del mio Paese e di tutto il Medio Oriente, il ricordo dei suoi martiri cristiani e anche le lacrime di solitudine di una anziana donna di Roma..."
Papa Francesco nel carcere di Regina Coeli per celebrare la messa in Coena Domini nella quale ha lavato i piedi a 12 detenuti: "I piedi in quel tempo erano lavati dagli schiavi, Gesù volle fare questo servizio per darci un esempio di come noi dobbiamo servirci gli uni gli altri"
“Coraggio! Non permettiamo alla paura e alla rassegnazione di rallentare o fermare la corsa del Vangelo nella nostra Terra!”: lo ha detto ieri mattina a Gerusalemme, al Santo Sepolcro, l’amministratore apostolico del Patriarcato latino, mons. Pierbattista Pizzaballa.