La piccola comunità cristiana rifugiata nella parrocchia latina di Gaza, circa 500 fedeli, si prepara al prossimo Natale "tra speranza e illusione" per una tregua e attende con ansia la telefonata di papa Francesco per augurargli "Buon Compleanno". La testimonianza del parroco Romanelli
Mentre la popolazione haitiana continua a subire diffusi atti di violenza a Port-au-Prince e dintorni, l’Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti (Binuh), in una nota diffusa ieri, rinnova l’invito “a tutti gli attori politici a raddoppiare gli sforzi per mantenere gli impegni presi, al fine di procedere verso il ripristino della pace sociale e l’organizzazione delle elezioni”.
Grazie a tutte le persone che ogni giorno costruiscono la comunità, vicinanza ai cristiani che lavorano «sulla soglia» e lì portano la parola buona del Vangelo
Gli auguri della presidente «Anche quando prestiamo servizio al bar del patronato siamo chiamati a dare testimonianza di ciò in cui crediamo ed è il “come” lo facciamo e non il “cosa” che ci dovrebbe contraddistinguere. L’accoglienza è il nostro obiettivo»
«Se la socialità è intrinseca alla persona, ne discende che la relazione educativa non è una sovrastruttura, e l’essere umano deve (in senso morale) entrare in relazione se vuole vivere all’altezza di quello che è; deve entrare in una relazione educativa se vuole esprimere le sue virtualità. In particolare, quella che gli è più congeniale: la libertà».