Fatti
E adesso si fa dura. La sconfitta maturata con il Catanzaro per 3 a 1 è una doccia gelata, anche a fronte dei risultati maturati negli altri campi, e avvicina ulteriormente i biancoscudati a quelle «sabbie mobili» della classifica — come le ha definite Andreoletti alla vigilia — che ora distano solo 3 punti. E martedì ad attendere il Padova nel turno infrasettimanale c’è il Venezia, dove non ci saranno tifosi biancoscudati al seguito: vista la decisione degli organi competenti di vietare la trasferta al Penzo ai residenti di Padova e provincia, una reazione ci deve essere per non vanificare una stagione intera.
In un pomeriggio nuvoloso con il terreno in buone condizioni, l’11 del Padova schierato con il 4-4-2 vede Sorrentino in porta; Belli, Villa, Perrotta e Faedo in difesa; Capelli, Varas, Fusi e Di Mariano a centrocampo, attacco affidato al duo Caprari – Bortolussi. Aquilani, ex giocatore di Roma e Nazionale ed ora allenatore dei calabresi risponde con il 3-4-2-1 con Pigliacelli in porta; Brighenti, Antonini e Cassandro in difesa; Favasuli, Petriccione, Pontisso e Alesi a centrocampo; Liberali e Iemmello dietro all’unica punta Pittarello, padovano purosangue, che ha vestito la maglia biancoscudata nella stagione 2014-15 in serie D, e che valse il ritorno tra i professionisti dopo la mancata iscrizione al campionato in serie C nell’estate 2014.
L’Euganeo si accende subito. I biancoscudati partono con piglio deciso e nei primissimi minuti si rendono pericolosi al 3′ è Di Mariano a provarci dal limite, ma il numero 77 non angola a sufficienza con la palla che finisce in curva in costruzione. Al 6′ è ancora Di Mariano a rendersi protagonista con un traversone che Pigliacelli non trattiene: il pallone arriva a Faedo, che però calcia alto. L’Euganeo si scalda, la pressione dei veneti è costante. Al 17′ arriva la doccia fredda. Il Catanzaro punisce con una sola azione: Pittarello serve di testa Alesi, il numero 30 dei giallorossi lascia partire una botta dal limite che non lascia scampo a Sorrentino. Zero a uno all’Euganeo. I biancoscudati accusano il colpo ma non si sciolgono. Al 25′ Bortolussi — sempre prezioso nelle sponde e nel lavoro sporco — riceve da Capelli in area e calcia verso la porta, trovando però la respinta difensiva. Sul pallone torna Capelli, che crossa ancora: nessun attaccante pronto a ribadire in rete. Al 39′ è Perrotta a salvare il risultato sul nascere: scivolata perfetta su Pittarello che si sarebbe trovato a tu per tu con Sorrentino. Un intervento provvidenziale che evita il raddoppio ospite. Nel finale il Padova tiene palla senza però riuscire a scardinare il muro eretto dal Catanzaro. Dopo 2′ di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi: all’intervallo i veneti sono sotto di una rete.
La ripresa si apre con lo stesso copione del primo tempo: il Catanzaro non si siede e al 47′ Alesi sfiora il tris con un pallonetto che termina di pochissimo a lato. Il Padova fatica a reagire e al 51′ arriva il colpo del knock-out: Iemmello, su assist di Favasuli, calcia con precisione dal limite e infila all’angolino. Zero a due, l’Euganeo ammutolisce. Mister Andreoletti corre ai ripari e al 54′ getta nella mischia Lasagna e Favale al posto di Caprari e Belli. I biancoscudati si svegliano: al 57′ è proprio Lasagna a sfiorare il gol del ritorno in partita, con un pallone di Faedo che attraversa l’intera linea di porta mancandolo per pochi, maledetti centimetri. Il Padova ci crede e al 67′ ci prova Villa dalla distanza, con una botta che esce di poco. Al 68′ arriva il triplo cambio: dentro Silva, Di Maggio e Buonaiuto per Fusi, Di Mariano e Faedo. I veneti alzano il baricentro e al 76′ costruiscono la più nitida occasione della ripresa: Buonaiuto batte bene la punizione, Villa stacca di testa ma il pallone sorvola di poco la traversa. Il forcing finale produce i suoi frutti al 92′: Di Maggio raccoglie una respinta difensiva sul tentativo di Capelli e lascia partire un destro potente e preciso da fuori area che non lascia scampo a Pigliacelli. L’Euganeo esplode: uno a due, il Padova c’è. Dura però pochissimo la gioia biancoscudata. Con i veneti sbilanciati alla disperata ricerca del pareggio, al 94′ Nuamah vince due rimpalli su Varas e corre indisturbato verso la porta di Sorrentino: assist rasoterra per Iemmello che deve solo appoggiare in rete. Tre a uno, partita chiusa. Allo Stadio Euganeo il Catanzaro porta a casa tre punti pesanti con una prestazione cinica ed efficace. Il Padova paga cara la sterilità offensiva del primo tempo e il gol subito a inizio ripresa, che ha di fatto spezzato l’inerzia della gara. La rete di Di Maggio vale solo la statistica.
La sconfitta contro il Catanzaro brucia, ma Matteo Andreoletti non cerca alibi e guarda avanti con determinazione. Il tecnico biancoscudato nel post partita analizza una gara che i veneti avevano approcciato nel modo giusto: «Ho visto un approccio coraggioso, volenteroso, di prenderci qualche rischio, di andarli a prendere alti, di cercare di togliergli la manovra». Un atteggiamento che il mister apprezza, pur riconoscendo il peso degli errori tecnici e soprattutto il grande limite del secondo tempo: «Penso che questo sia stato il più grosso errore — non aver letto la ferocia con cui sono entrati in campo i catanzaresi. Avevamo la forza di allungarli, di mettergli la palla sopra, invece abbiamo voluto forzare, giocare dal basso, giocare palla incontro, e quando la squadra ti viene a prendere con quella forza vanno a nozze». Nonostante la prestazione non esaltante sotto il profilo tecnico, Andreoletti difende lo spirito del gruppo: «La prestazione di oggi — credo che abbiamo fatto il massimo per quanto ci riguarda in questo momento per quello che riguarda l’atteggiamento. Poi possiamo fare meglio nella qualità tecnica e lavoreremo per questo». Sulla corsa salvezza, con 34 punti in classifica e ancora un lungo tratto di strada da percorrere, il mister non ammette cedimenti: «Quei 34 punti non ce li ha regalati nessuno. Ce li siamo guadagnati con le unghie e con i denti e con le unghie e con i denti andremo a prenderci questa salvezza». Occhi già puntati sul derby di Venezia: «È una partita forse impossibile, va bene, andiamo a vedere e ce la giochiamo con tutte le nostre forze».
Il primo gol in Serie B arriva nella sconfitta, e fa ancora più male. Luca Di Maggio sigla la rete della bandiera contro il Catanzaro con quella naturalezza che da tempo si attendeva da lui, ma il contesto non permette di godersela appieno: «Personalmente è stata una bella emozione. Sicuramente sarebbe stato più bello e più gratificante farlo con un altro tipo di risultato finale». Un gol storico per il centrocampista biancoscudato, che in ogni caso entra nella storia personale del giocatore, anche se il suo sguardo è già rivolto a ciò che conta davvero. Sull’analisi della gara, Di Maggio è lucido: «Giocavamo contro una delle squadre sicuramente più in forma del campionato. Credo che nonostante tutto abbiamo fatto la nostra gara. Poi, giocando contro una squadra così forte, con questi giocatori individualmente così forti, qualcosa concedi». Rispetto al passo falso di Avellino, però, qualcosa è cambiato nello spirito del gruppo: «Da quel punto di vista dobbiamo essere comunque contenti. Rispetto alla partita di Avellino abbiamo avuto un altro spirito». Nello spogliatoio dopo il triplice fischio il rammarico era palpabile, ma la testa era già proiettata avanti: «A nessuno piace perdere, e quindi sicuramente c’era grande rammarico nello spogliatoio. Però, allo stesso tempo, non c’è tempo per pensare a questa. Martedì c’è un’altra battaglia da giocare, una gara importante, quindi c’è da mettere la testa lì». Venezia aspetta, e i biancoscudati ci andranno, nelle parole di Di Maggio, «a viso aperto».