Chiesa
La comunità parrocchiale di Urbana, in occasione della festa patronale di san Gallo, ha accolto con grande partecipazione e calore il vescovo Claudio che ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica e ha accompagnato i fedeli nella processione lungo le vie del paese. Su iniziativa del consiglio pastorale, per l’occasione sono stati invitati i sacerdoti del vicariato e della collaborazione pastorale, gli ex parroci della comunità, nonché le suore e i parroci nativi di Urbana. «In un’occasione come quella che abbiamo vissuto – afferma don Romano Cavalletto, il parroco – tocchiamo con mano il fatto che la fede diventa condivisione». La partecipazione è stata numerosa e trasversale: erano presenti i ragazzi della catechesi, i chierichetti, i giovani animatori, il consiglio pastorale, il coro, il circolo Noi, le autorità civili, tra cui il sindaco e i carabinieri, la pro loco. «Credo che feste come questa, con la processione e la cena comunitaria, siano eventi preziosi e anche rari, ormai».
La processione, in particolare, ha suscitato grande emozione tra i numerosi partecipanti. Seguire una statua che attraversa le vie del paese recitando il rosario ha donato la sensazione di vivere un momento fuori dal tempo e dalla storia. «Siamo contenti – ha dichiarato il parroco – di riappropriarci anche di questo “tempo altro” della spiritualità. Il camminare rappresenta un doppio simbolo che unisce il procedere insieme della comunità al cammino interiore che spinge ciascuno a progredire “verso l’alto”».
Alla fine della celebrazione eucaristica è stata data una benedizione speciale alle coppie che hanno celebrato gli anniversari di matrimonio. Tra loro una coppia particolarmente “eroica”: Angelo Tirello e Gina Bertelli, sposi da sessantasei anni. La devozione per il patrono è ancora profondamente sentita a Urbana, e la figura del santo è stata riscoperta lo scorso anno, anche grazie alla nuova statua di san Gallo che mette in risalto alcuni dettagli della sua vita, eremita e poi vescovo, in particolare l’orso che lo accompagna (un elemento chiave della sua agiografia). Nel dare il benvenuto al vescovo e a tutti i partecipanti alla celebrazione, il parroco ha chiesto l’intercessione del santo sulle necessità dell’intera comunità, ricordando come sia stato capace di «ammaestrare l’orso, simbolo delle avversità della vita».
Su questo concetto è intervenuto anche il vescovo Claudio, che durante l’omelia ha sottolineato come nella vita si possa incontrare l’orso, ovvero qualche grosso ostacolo capace di scoraggiare talmente tanto da indurre, anziché a vivere appieno, a lasciarsi vivere. L’esistenza, in tal caso, diviene una discesa che allontana dalla propria vocazione. «Eppure – ha evidenziato il vescovo – in ognuno di noi c’è qualcosa che non permette di spegnerci completamente, un buon samaritano: è lo Spirito Santo». Il vescovo ha augurato alla comunità di non smettere mai di dare ascolto a quella voce interiore che conduce alla salvezza.