Usa: agente ICE uccide donna a Minneapolis. Mons. Hebda, “serve una riforma significativa dell’immigrazione”
Dopo l’uccisione di una donna durante un’operazione dell’ICE a Minneapolis, l’arcivescovo Hebda invita alla preghiera e a disinnescare la retorica della paura: urgente, ribadisce, una riforma dell’immigrazione che riconosca la dignità di ogni persona e riduca divisioni e violenze.
“Chiedo a tutte le persone di buona volontà di unirsi a me nella preghiera per la persona che è stata uccisa, per i suoi cari e per la nostra comunità”. Lo afferma l’arcivescovo di Saint Paul e Minneapolis, mons. Bernard A. Hebda, dopo che un agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, 37 anni, cittadina americana e madre di tre figli, durante un’operazione di controllo dell’immigrazione. L’episodio è avvenuto ieri mattina nel sud di Minneapolis. “Continuiamo a vivere in un momento in cui, in questo Paese, dobbiamo smorzare i toni della retorica, porre fine alle speculazioni dettate dalla paura e iniziare a vedere tutte le persone come create a immagine e somiglianza di Dio”, sottolinea il presule, precisando che ciò vale “sia per i nostri fratelli e sorelle immigrati sia per i nostri funzionari eletti e per coloro che hanno il compito di far rispettare le leggi”. L’arcivescovo richiama “l’appello ripetuto dei vescovi cattolici degli Stati Uniti affinché ci uniamo come nazione e approviamo una riforma significativa dell’immigrazione che renda giustizia a tutte le parti”. “Più a lungo rifiutiamo di affrontare questa questione sul piano politico, più essa diventa divisiva e violenta”, conclude.