Fatti
In un paesaggio unico al mondo, tanto bello quanto fragile, costellato da un mosaico di piccole realtà vitivinicole incastonate tra borgate e cortili, ripidi pendii in riva e strette stradine spesso sterrate, sembra essere arrivato il momento di fare un passo avanti dal punto di vista ambientale e organizzativo per il territorio.
Si definisce così il progetto Ecolog, ideato dal Comune di Valdobbiadene in collaborazione con il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e l’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene-Unesco, con l’obiettivo di migliorare la gestione della logistica delle locali cantine tra le colline. Le stime, che saranno valutate grazie alla sperimentazione dei prossimi mesi, parlano di una possibile riduzione del traffico pesante che si tradurrebbe con un abbattimento fino al 40 per cento delle emissioni di anidride carbonica. Oltre ad alleggerire il via vai di grandi mezzi tra le anguste arterie delle piccole frazioni e delle rive valdobbiadenesi.
Lo scorso lunedì 26 gennaio in municipio si è tenuta una riunione informativa, utile anche a comprendere quante aziende siano interessate ad aderire all’iniziativa. «Quello di Ecolog è un progetto di sperimentazione per una logistica innovativa del nostro territorio – spiega il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese – che entrerà nel vivo nel prossimo periodo grazie al contributo della Regione Veneto, ma che l’amministrazione aveva ideato già nel 2020 per una gestione sostenibile dei trasporti considerando la fragilità di frazioni e borgate collinari ispirandosi a modelli virtuosi già adottati nel territorio Unesco di Langhe e Roero».
Nel concreto il progetto individuerà un centro logistico nel territorio, dove i mezzi pesanti dei trasportatori potranno scaricare le merci ordinate in autonomia dalle singole realtà vitivinicole. Da qui saranno poi smistate grazie alla convenzione con delle aziende di logistica della zona e consegnate quindi alle cantine con mezzi più piccoli e leggeri. «Ciò si rende necessario per ridurre la pressione di tir e bilici spesso protagonisti di criticità e disagi per raggiungere le diverse piccole aziende sparse per il territorio – continua Fregonese – La risposta da parte di alcune cantine è stata incoraggiante. I prossimi mesi saranno fondamentali per definire costi e benefici, oltre che criticità e punti di forza. Siamo consapevoli che il progetto rappresenta una novità, pertanto crediamo molto nella sensibilità delle giovani generazioni che si trovano ad affiancare la gestione delle proprie realtà famigliari per concretizzare quello che vogliamo rappresenti un passo in avanti dal punto di vista ambientale e organizzativo per il nostro territorio».