Mosaico | Tempo libero
«Una biblioteca può essere qualcosa di più di un luogo dedicato allo studio, al prestito e alla lettura?»: questa è stata la domanda da cui ha preso avvio il progetto Biblioteca vivente di Valstagna. Di cosa si tratta? Si entra in biblioteca e al posto del solito libro cartaceo – da consultare e/o prendere in prestito – si trovano vere e proprie “persone-libro”: il libro vivente parla e il lettore ascolta, entra in relazione con quella storia, con quel volto, con quelle pagine di vita vissuta testimoniate in prima persona. La trama dei libri? La storia di quelle persone. In questo modo la biblioteca diviene un luogo di incontro, uno spazio sociale di dialogo e di ascolto.
La scelta dei libri viventi non è casuale: lo scopo è quello di rendere visibile ciò che spesso passa inosservato e che il tempo rischia di logorare ed eliminare. La prima esperienza di Biblioteca vivente nel 2025 ha proposto venti persone che hanno raccontato storie di attivismo, migrazione, viaggio e altre esperienze, vissute direttamente, che sono state capaci di mettere in discussione il lettore e i suoi pregiudizi.
Sabato 26 settembre – in occasione dei sessant’anni dell’alluvione della Valbrenta – vengono presentati libri viventi che portano una testimonianza diretta dell’acqua del Brenta che – come un ariete – distrusse strade, case e infrastrutture della valle. L’evento è titolato “Brentanoi-Voci dell’alluvione del ’66 attraverso i suoi testimoni”: i libri viventi consultati sono persone che vissero sulla loro pelle il tragico evento dell’alluvione, e che sabato narrano, emozionando, come i migliori libri sanno fare.
«Ascoltare chi c’era significa restituire complessità a un evento che rischia di essere ridotto a una data, a qualche fotografia d’archivio o a una pagina di storia locale» dicono gli organizzatori di Brentanoi: immergersi nell’ascolto di un libro vivente significa penetrare la storia, guardare negli occhi ciò che è stato e squarciare l’idea di una storia antiquaria per abbracciarne una viva e reale.
Lo scopo dell’evento non vuole essere quindi una semplice e fredda narrazione fine a sé stessa, ma il rendere manifesta una stratificazione di problemi che si sono intrecciati fra di loro: fragilità idrogeologica del territorio, condizioni di povertà e vulnerabilità ambientale della Valbrenta. Tutto questo lo si fa guardandosi negli occhi, approfondendo la relazione con il libro che – per una volta – non vuole farsi leggere, ma chiede solo di essere ascoltato.
L’evento, a ingresso libero, si tiene in piazza San Marco dalle 16 alle 18.30; in caso di maltempo in biblioteca, in via Garibaldi 27.