Chiesa
Una tradizione che si rinnova all’insegna della partecipazione comunitaria quella della Veglia diocesana per il lavoro con la partecipazione del vescovo di Padova, Claudio Cipolla, che quest’anno, venerdì 22 maggio alle 18.30 fa tappa alla Carel di Brugine per dar vita, fin dal titolo della manifestazione, a un cantiere per l’edificazione della pace. Un appuntamento che non vuole essere solo una celebrazione liturgica, ma un momento di confronto reale e profondo con le realtà produttive che animano il nostro territorio, in un periodo storico segnato da incertezze globali e trasformazioni sociali repentine.
«Abbiamo scelto il Piovese perché ancora mancava nella geografia delle veglie diocesane – spiega suor Francesca Fiorese, reponsabile dell’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova – L’obiettivo che ci siamo dati, tornando anche quest’anno in un’azienda, è di vivere insieme in un luogo di lavoro un momento per recuperare il senso umano e cristiano del nostro operare. Dobbiamo ricordarci che il Signore è con noi ovunque e, con il nostro lavoro ben fatto e volto al bene comune, possiamo collaborare alla sua opera creatrice».
Un lavoro ben fatto come le gambe di una sedia, avrebbe detto Charles Péguy enfatizzando come la maestria e la dignità dell’operosità artigianale si manifestino soprattutto nelle piccole cose, talvolta nascoste alla vista e persino date per scontate, eppure essenziali per la tenuta dell’intero manufatto. Anche per questo, proprio per valorizzare quel legame indissolubile tra chi produce e ciò che si produce, si è scelto di tenere la serata presso il Knowledge center di Carel, sede della ricerca e sviluppo del gruppo industriale multinazionale che negli anni ha saputo reinventarsi mantenendo il ruolo di leader nel suo settore attraverso una costante tensione all’innovazione.
«Per Carel è un onore ospitare la Veglia diocesana per il lavoro, un momento di riflessione che richiama il valore profondo del lavoro come strumento di dignità, crescita e responsabilità verso la comunità – ribadisce Francesco Nalini, amministratore delegato di Carel – Crediamo che l’impresa abbia un ruolo che va oltre i risultati economici: creare opportunità, promuovere innovazione sostenibile e mettere la persona al centro. Accogliere questo appuntamento nella nostra sede significa condividere un impegno comune verso un futuro del lavoro più umano, inclusivo e capace di generare valore per il territorio e per le nuove generazioni».
Un valore insito nel lavoro che si crea ma che talvolta soffre di profonde fragilità e può persino distruggere, come ricordavano i vescovi nel loro messaggio per la Festa del lavoro del 1° maggio. «Il lavoro in Italia oggi, a causa della guerra che disgrega questa “grammatica della società”, soffre di problemi che si aggiungono ad altri: preoccupa in particolare l’aumento dei prezzi dell’energia, che ha una ricaduta sul bilancio delle famiglie, soprattutto di quelle che vivono nella precarietà economica, e su quello delle aziende – scrivevano i pastori – Constatiamo che il lavoro umano si intreccia sempre più con la pace e con la guerra. Non è una novità nella storia dell’umanità. Ancora oggi, l’intelligenza della mente e delle mani dei lavoratori è usata per edificare grandi opere di sterminio e grandi opere di pace».
La serata, resa possibile dalla grande disponibilità dei volontari, della comunità e dei sacerdoti che si sono spesi nella sua organizzazione, si articolerà in tre momenti: il primo vedrà la testimonianza di Stefano Tucato di Habile che metterà al centro le persone come soggetto autentico del lavoro; il secondo momento sarà dedicato alla preghiera con il vescovo Claudio; il terzo spazio metterà in relazione la custodia del creato con la pace e la conclusione sarà dedicata proprio all’impegno di ciascuno come costruttore di pace.

La Veglia diocesana per il lavoro 2026 si terrà venerdì 22 maggio alle 18.30 presso il Carel 5 Knowledge Center in via Ardoneghe 15 a Brugine. L’evento, organizzato dall’Ufficio di pastorale sociale con il patrocinio del Comune, vede la collaborazione delle principali sigle sindacali, associative e datoriali. Previsti momenti artistici con “Amare la danza” e Giorgia Cattaldo; brindisi finale a cura di Coldiretti Padova e cooperativa Germoglio.