Fatti
È un 3-1 che non lascia spazio a interpretazioni. La trasferta in terra lagunare consegna al Padova la terza sconfitta consecutiva, confermando una crisi a cui i biancoscudati devono far fronte cercando la reazione già a partire da sabato, all’Euganeo contro il Palermo. Le statistiche parlano chiaro a favore degli uomini di Stroppa: 30 tiri contro 8, 9 a 3 quelli nello specchio della porta, 9 calci d’angolo contro 1 solo per i biancoscudati, 550 passaggi completati contro i 229 del Padova, e un possesso palla che registra il 66% per il Venezia contro il 34% degli uomini di Andreoletti. Numeri impietosi che raccontano una serata a senso unico. A rendere il quadro ancora più preoccupante ci pensano le dirette concorrenti, che continuano a correre: le nubi all’orizzonte dell’ambiente calcistico padovano si fanno sempre più scure, e la corsa alla salvezza si complica di giornata in giornata.
Il Padova, con il consueto 4-4-2, scende in campo con Sorrentino in porta, in difesa Faedo, Perrotta, Pastina e Villa; a centrocampo Capelli, Giunti (al debutto da titolare), Fusi e Di Maggio; in attacco Buonaiuto e Lasagna. Gli arancioneroverdi optano per il 3-5-2 con Stankovic in porta; Schingtienne, Svoboda, Sverko in difesa; Hainaut, Kike Perez, Busio, Doumbia, Haps a centrocampo; spazio in attacco a Yeboah e a Lauberbach.
Il derby del Penzo si apre subito in salita per il Padova: al 1° Haps si ritrova solo davanti a Sorrentino ma mette di poco largo, graziando involontariamente i biancoscudati. Il Padova prova a rispondere all’8° con Lasagna che allarga per Di Maggio, ma il cross del numero 23 viene intercettato. Al 9° Busio ci prova dalla distanza: Villa devia in corner. Nella fase centrale del primo tempo il Venezia fa girare il pallone cercando spazi nella linea difensiva ospite, ma il Padova tiene bene il blocco senza concedere varchi per la conclusione. Al 32° Kike Perez ci prova dalla lunga distanza: il pallone si impenna e finisce alto. Al 33° cartellino giallo per Faedo, che ferma fallosamente una ripartenza avversaria: un’ammonizione che pesa doppio, essendo il terzino biancoscudato in diffida e dunque costretto a saltare la prossima partita contro il Palermo. Al 37° altra occasione per il Venezia: Hainaut raccoglie un cross dalla fascia sinistra e serve Kike Perez in area, ma il tiro è alto. Al 39° secondo giallo del Padova: Fusi atterra Busio e viene ammonito. Al 41° arriva il gol che sblocca la gara: sul calcio d’angolo battuto da Busio, Svoboda si inserisce con tempismo e gira di testa in rete. È 1-0 per il Venezia. I biancoscudati provano a reagire ma i padroni di casa non concedono spazi. Nei due minuti di recupero, però, il Padova sfiora clamorosamente il pari: al 47° grande pallone in profondità di Fusi per Lasagna, con Schingtienne che salva tutto in scivolata bloccando il mancino del numero 15. Sugli sviluppi del corner seguente, Fusi gira in porta e Stankovic compie un miracolo deviando la conclusione. Nella mischia si intravede un fallo su Pastina che avrebbe potuto valere un calcio di rigore, ma il check VAR non richiama il signor Crezzini a rivedere l’azione. Si va all’intervallo sull’1-0 per il Venezia: un primo tempo in cui i lagunari hanno fatto la partita con maggiore qualità e pericolosità, ma con il Padova che ha tenuto botta e sfiorato il pareggio proprio nei secondi finali.
La ripresa si apre con un fulmine a ciel sereno: il Venezia batte il calcio d’inizio, lancia subito lungo e Doumbia sfrutta un’indecisione di Sorrentino in uscita, con il pallone che rimpalla su Kike Perez e arriva sui piedi del numero 8 che insacca a porta sguarnita. È 2-0 dopo appena un minuto di gioco nella ripresa, un avvio che rischia di chiudere i conti in anticipo. Al 53° corner lagunare con Svoboda che prova la spizzata di testa, mettendo però alto. Al 56° Andreoletti inserisce Ghiglione al posto di Buonaiuto. Al 57° Yeboah si presenta a tu per tu con Sorrentino ma calcia forte e centrale: il portiere biancoscudato para senza problemi. Al 60° arriva un altro miracolo: Lauberbach si trova solo davanti all’estremo difensore del Padova, ma Sorrentino compie un altro intervento prodigioso tenendo i suoi in partita. Al 66° esce Faedo — già in diffida e dunque squalificato per la prossima gara — entra Favale. Al 73° sinistro dal limite di Compagnon, ma Sorrentino — protagonista assoluto della serata in entrambe le direzioni — para ancora: corner Venezia. Al 74° arriva il tris lagunare: tiro-cross di mancino di Kike Perez che non trova deviazioni e si insacca alle spalle di Sorrentino. È 3-0 e la partita sembra definitivamente chiusa.
Al 76° triplo cambio del Padova: dentro Belli, Crisetig e Varas per Fusi, Giunti e Perrotta. Il Venezia risponde al 77° con Dagasso e Bohinen che rilevano Busio e Kike Perez. All’82° però il Padova trova la rete che riapre almeno la speranza: bellissima azione corale dei biancoscudati, con Lasagna che serve dentro l’area Capelli, il numero 17 non perdona con un preciso sinistro che vale il gol della bandiera. Nei minuti successivi gli uomini di Andreoletti alzano il baricentro con grande pressing offensivo alla ricerca del secondo gol. L’arbitro concede 5 minuti di recupero. Al 92° brivido per il Padova: botta dal limite di Sverko deviata che si stampa sul palo. Al 94° ci prova ancora Capelli dalla lunga distanza, ma Stankovic para senza difficoltà. Al 95° cross teso di Favale in area, ma nessun attaccante biancoscudato riesce a trovare la deviazione vincente. Finisce 3-1 al Penzo: il Venezia vince con merito e prosegue spedito verso la Serie A, mentre il Padova incassa la terza sconfitta consecutiva e si trova costretto a guardarsi le spalle con crescente preoccupazione.
A sorpresa, nel post partita del Penzo non si presenta Matteo Andreoletti ma Massimiliano Mirabelli, responsabile dell’area tecnica del Calcio Padova. Una scelta voluta e motivata: «Sono venuto io perché evitiamo al mister tutto lo stress che sta avendo in questo periodo un po’ particolare. Sono il responsabile dell’area tecnica e vengo a parlare io». Mirabelli non si nasconde dietro le parole e riconosce il momento difficile, ma invita tutti alla serenità: «Dobbiamo dare serenità. Ci dispiace per due cose principalmente: perché giornalmente stanno crescendo i nostri tifosi, c’è grande entusiasmo e dobbiamo mantenerlo; ci dispiace anche per la nuova proprietà che è arrivata quest’anno e a cui facciamo vivere questo momento di fibrillazione, la chiamerei, che non c’entra niente perché ci mette giornalmente nelle migliori condizioni per lavorare». Il dirigente è convinto che il momento negativo sia destinato a finire: «Sono convinto che questo momento prima o poi, speriamo presto perché le partite non sono tantissime, finirà. Così come lo scorso anno abbiamo sudato per centrare questa Serie B, così dovremmo sudare altrettanto fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata per difenderla». Mirabelli assume pubblicamente la responsabilità dell’area tecnica, liberando da ogni pressione il gruppo squadra e il tecnico: «Semmai non dovessimo riuscire a fare questa salvezza, io sono il solo e unico responsabile. Lasciamo la squadra e il mister tranquilli di lavorare come stanno lavorando».
La fiducia in Andreoletti è totale e senza riserve: «Assolutamente sì, abbiamo grande fiducia in questo gruppo e nel nostro mister. Come non ci siamo esaltati quando c’erano risultati importanti e sfioravamo la zona playoff, non dovremmo deprimerci ora. È un momento delicato dove dobbiamo essere tutti intelligenti e compatti». Sull’andamento della stagione, il direttore traccia un bilancio onesto: «Abbiamo fatto un girone d’andata abbastanza buono, volevamo magari soffrire di meno. Purtroppo i risultati non ci hanno accompagnato in questo girone di ritorno e vuol dire che ce la siamo, tra virgolette, complicata. Però abbiamo tutti i mezzi per farcela, l’importante è non deprimersi».
Sul mercato di gennaio, Mirabelli risponde a chi chiedeva se si potesse intervenire maggiormente, in particolare a centrocampo: «Nel mercato di gennaio sappiamo che è un mercato abbastanza difficile, anzi siamo riusciti a portare qualche giocatore importante che non era cosa facile. Abbiamo fatto una riunione col mister e nei ruoli che ci ha chiesto abbiamo operato. La nuova proprietà ci ha messo nelle migliori condizioni, non ci ha dato limiti. Abbiamo ritenuto di fare le cose che ci servivano, in base alle opportunità del momento, perché non bisogna dimenticarsi che il nostro obiettivo è la salvezza». Chiusura con le ultime notizie sui singoli: Caprari «sta molto bene», mentre per il Papu Gomez arriva finalmente la notizia tanto attesa: «Dovremmo averlo disponibile per la partita di sabato contro il Palermo. Purtroppo quando si era ripreso, una brutta botta contro il Mantova l’ha tenuto fuori mettendogli fuori uso una caviglia. Ora è recuperata a pieno e dovremmo vederlo sabato». Un segnale di speranza in una serata difficile.