Vescovo ucciso in Mozambico: i vescovi chiedono verità e indagini condotte “con rigore e rapidità”
La Conferenza episcopale del Mozambico condanna con fermezza l’assassinio di mons. Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e segretario dell’episcopato. In una nota i vescovi definiscono il delitto un tentativo di mettere a tacere la voce della fede, della giustizia e della pace e chiedono alle autorità di individuare rapidamente mandanti ed esecutori. I funerali si svolgeranno il 12 giugno a Quelimane. Intanto continuano ad arrivare messaggi di cordoglio da tutto il mondo, compreso quello di Papa Leone XIV.
“Il sanguinoso assassinio di mons. Osório è stato un tentativo di mettere a tacere la voce della fede, della giustizia e della pace; è un attentato contro la missione stessa della Chiesa, che vive per annunciare il Vangelo e difendere la dignità umana”: lo affermano i vescovi della Conferenza episcopale del Mozambico, in una nota firmata dal presidente mons. Inácio Saure, arcivescovo di Nampula, nella quale chiedono alle autorità competenti, “con urgenza e fermezza”, “responsabilità e coraggio”, di “chiarire con rigore e rapidità le circostante di questo crimine odioso, identificando e responsabilizzando gli autori morali e materiali, quali che siano”. “Qualsiasi ritardo o omissione – puntualizzano – potrebbe essere interpretato come una forma di complicità con la violenza e un attentato contro la coscienza morale della nazione”. Monsignor Osorio Citora Afonso, missionario della Consolata, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico di Beira, segretario della Conferenza episcopale del Mozambico, è stato brutalmente ucciso la mattina del 6 giugno con colpi di arma da fuoco nella sua residenza episcopale. I funerali si terranno a Quelimane venerdì 12 giugno in cattedrale, con una celebrazione presieduta dal nunzio apostolico in Mozambico, monsignor Luiz-Miguel Munoz Cardaba. Il corpo sarà poi portato a Nampula, la sua città natale, dove ci sarà una veglia nella Escola Consolata. Il 13 giugno alle 7.30 l’arcivescovo di Nampula monsignor Inácio Saure presiederà una messa per i familiari.
“La Pasqua di questo nostro fratello nell’episcopato è, in verità, una Pasqua di sangue – scrivono i vescovi mozambicani -. Ma a somiglianza della Pasqua di Cristo, la cui morte sulla croce è stata il segno più grande del suo amore fino alla fine, la Pasqua di quest’uomo di Dio, la cui vita è stata anch’essa una donazione fino alla fine, è parimenti una Pasqua di Resurrezione e di Gloria”.
“E’ nostro dovere gridare chiaramente contro questo crimine di assassinio, contro questa crudeltà, contro questa violenza brutale”.
La vita di monsignor Afonso, ricordano, “è stata caratterizzata dalla fedeltà, prossimità al popolo e instancabile dedizione alla comunità e alla speranza”. “Nulla, assolutamente nulla – sottolineano – può giustificare che la vita sia oggetto di attacco, ancora meno la vita di chi si consacra interamente al bene comune e all’edificazione spirituale della comunità. La violenza contro un vescovo è anche una violenza contro tutto il popolo di Dio, contro la fiducia che i fedeli riservano ai propri pastori e contro i valori che sostengono la convivenza fraterna. E’ un attentato contro l’unità e la coscienza morale della nazione”.
I vescovi ripudiano “con la massima vemenza questo crimine abominevole, che non solo colpisce la vita di un pastore della Chiesa ma mette in evidenza in forma dolorosa e vergognosa la fragilità della sicurezza che deve essere garantita a tutti i cittadini”. “E’ dovere irrinunciabile dello Stato – rimarcano più avanti – garantire la sicurezza pubblica e privata dei cittadini. La vita non può essere relativizzata né banalizzata”. La morte violenta di un vescovo “costituisce una interpellanza urgente a tutte le istituzioni del Paese perché riaffermino, con chiarezza ed efficacia, l’impegno in difesa della vita umana”.
La Conferenza episcopale mozambicana ringrazia per le tante manifestazioni di solidarietà, le preghiere e i messaggi di cordoglio giunti da tutto il mondo, anche da Papa Leone XIV, e invitano “alla comunione, alla preghiera e alla vicinanza fraterna tra tutti”.
Intanto sui social stanno circolando video sulle ultime celebrazioni e interventi pubblici di monsignor Afonso, tra cui il 5 giugno la cresima di 103 persone nella comunità di San Giuseppe Operaio a Chico e un incontro con leader musulmani in cui invita al dialogo, alla fraternità e al rispetto reciproco. Sui media locali circolano anche voci sui sospettati, al momento non confermati da nessuna fonte ufficiale.