«È stato intensissimo». Sto rispondendo così a chi mi chiede com’è andato il viaggio in Calabria, dal 4 all’11 maggio, vissuto con un gruppo di lettori della Difesa del popolo. A volte aggiungo: «Bel gruppo di viaggiatori, bei posti, begli incontri con uomini e donne che ogni giorno – nonostante la criminalità organizzata – si impegnano per il bene della loro comunità». Sento, però, che non è tutto e che ci vorrà del tempo per far maturare il tanto ricevuto. Perché – ce lo siamo detti tra viaggiatori – non è possibile tornare da un viaggio, e quello in Calabria si è rivelato “qualcosa di più”, senza essere cambiati.
Dentro al quel mio «è stato intensissimo» ci sono volti, incontri, luoghi, occasioni di confronto, risate, momenti di preghiera, confidenze… Qualcosa ho provato a raccontare ogni giorno, con parole e immagini, sui social della Difesa. Qualcosa provo a dire qui. Sapendo che più di tutto dicono i bei volti che accompagnano queste mie righe. E che, per restituire tutti i colori del viaggio, ci vorrebbero le voci di tutti i partecipanti.
Che bel gruppo!
Chissà, mi chiedevo, se un gruppo di quasi perfetti sconosciuti riuscirà ad amalgamarsi? Ebbene… è capitato proprio così! Ed è stato uno dei “motori” del viaggio. Noi 38 viaggiatori ci siamo mossi all’unisono. Rispetto ai ritmi del viaggio, parecchio serrati, ma anche rispetto a come sono state accolte le proposte di ogni giornata. C’è stata disponibilità a lasciarsi toccare da ciò che abbia visto e vissuto. La Calabria, con la sua arte, la natura (è verdissima!), il mare, i borghi, i musei, il sole, il cibo… ha conquistato tutti. Come, tornando al bel gruppo, tutti siamo stati conquistati da Lucia e Adriano, 82 e 87 anni, di Montagnana. Cito loro due – non me ne vogliano gli altri viaggiatori – perché con la loro simpatia, ironia, profondità e curiosità… sono stati un bellissimo esempio per tutti noi.
Incontri che lasciano il segno
Don Giacomo Panizza con Marina, Francesca, Elvira… incontrati presso la Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. Don Pino Demasi con Antonio e Giuseppe incontrati tra la cooperativa agricola Valle del Marro e il centro Don Pino Puglisi di Polistena. Don Giovanni Battista Tillieci incontrato con la sua comunità parrocchiale a Gioia Tauro. Questi uomini e queste donne ci hanno parlato di una Calabria che s’impegna per in bene comune. Lo fa creando posti di lavoro, occupandosi dei minori non accompagnati, dando una casa alle persone con disabilità, organizzando attività estive per i ragazzi… Tutto questo prende vita in edifici e terreni confiscati alla ‘ndrangheta. Che… spara, taglia le gomme delle auto, minaccia. Grazie a questi uomini e queste donne, è il bene a vincere. Anche quando, appena piantati centinaia di alberi di agrumi, in una notte vengono bruciati tutti. Ci si arrende? No, si ripiantano. «Ascoltare ogni giorno i familiari delle vittime innocenti, ti dà un coraggio – ci ha detto Antonio Napoli della cooperativa Valle del Marro – La paura è umana, ma se diventa regola di vita è un capio al collo».
Senza parole…
Sono stati molti i momenti in cui siamo rimasti senza parole. Certo… cosa si può dire di fronte ai bronzi di Riace, al Codex Purpureus Rossanensis, al mare di Scilla? Ancor di più ci hanno ammutolito le storie degli uomini e delle donne appena citati. Nel lungo viaggio di ritorno, ma anche in tante altre occasioni, abbiamo condiviso come quegli incontri ci abbiamo segnato. Così è stato con il pranzo sotto gli ulivi, presso la Comunità Fandango di Lamezia Terme, che ospita persone tossicodipendenti. Avevano preparato per noi pietanze tipiche calabresi – buonissime! – ma soprattutto ci hanno aperto la loro casa. Alcuni anche la loro vita… «È stato davvero bello» abbiamo continuato a dirci fino alla fine del viaggio.
Si è chiuso un cerchio. O aperto?
C’è stato un momento, ogni giorno, apprezzato da tutti: la preghiera delle Lodi. Accompagnati dal vicario generale, don Giuliano Zatti, abbiamo aperto le nostre giornate affidandoci al Signore. Niente di nuovo, dirà qualcuno: in fondo è la preghiera della Chiesa, la “fanno” tutti. Certo, ma quello è stato un momento che, per come l’ho vissuto io, ha dato il “la” all’intero viaggio. E che ha trovato compimento nella messa celebrata in una parrocchia della piana di Gioia Tauro, San Giuseppe Catanese (diocesi di Oppido Mamertina Palmi, dove è vescovo il “nostro” don Giuseppe Alberti… che ha trascorso con noi, raccontandosi, una mezza giornata). Lì, in un certo senso, si è chiuso un cerchio. Dopo aver incontrato varie realtà che, su terreni ed edifici confiscati alla ’ndrangheta, danno vita a servizi/iniziative/progetti per il bene di tutti, ci siamo trovati a vivere l’eucaristia nell’unica chiesa in Italia costruita su un terreno confiscato alla criminalità organizzata. In quel momento… abbiamo fatto sintesi di quando vissuto. Allo stesso tempo, si sono aperte, per ciascuno di noi, nuove prospettive.
Il viaggio in Calabria, dal 4 all’11 maggio, è stato ideato dal “gruppo eventi” de La Difesa del popolo – Luca Bortoli, Marco Piccolo e Sabrina Doni – con il supporto tecnico dell’agenzia viaggi Nextour (nextour.it).