Voto separatista. L’Ossezia del Sud è ormai una “colonia” di Mosca

La vittoria dell’ex funzionario russo Marat Kambolov consolida il legame con la Russia, mentre l’Unione europea non riconosce l’esito del voto. Sullo sfondo, una comunità fragile, un Paese – la Georgia – diviso e una spaccatura ecclesiale mai ricomposta. La linea di frattura attraversa stretti valichi di montagna, parrocchie e monasteri ma impatta anche sulla lingua liturgica, la memoria collettiva e l’accesso ai luoghi sacri