Idee
Viene presentato in occasione del 25 aprile un nuovo progetto per ordinare e mantenere vivo il ricordo dell’esperienza partigiana. Si chiama “Portale della Resistenza padovana” e insieme ai Quaderni fonti di memoria è un progetto promosso dal Centro di ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, dal Centro studi Ettore Luccini e dal Centro per la storia dell’Università e ha avuto il patrocinio di Comune di Padova e il sostegno della Fondazione Nuova società.
«L’idea è quella di mettere a disposizione degli studenti, ma non solo a loro, una piattaforma per la consultazione del patrimonio librario conservato nei vari centri sulla storia delle Resistenza a Padova in particolare e in Veneto, con uno strumento che permetta una ricerca facilitata per tag (parola chiave associata a contenuti digitali ndr) – spiega Alessandro Santagata, responsabile del Comitato scientifico per il progetto, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi Internazionali dell’Università di Padova – Si potranno quindi effettuare ricerche specifiche sui personaggi, sui luoghi teatro degli eventi o per temi relativi all’esperienza della Resistenza nella Regione Veneto».
Diversa è la scelta dei Quaderni.
«Sono pubblicazioni di fonti con saggi analitici che accompagnano l’interpretazione dei documenti storici. Il cuore del progetto è l’online, il portale, i quaderni rappresentano una forma più tradizionale che non si vuole abbandonare. Ci sarà inoltre un apparato bibliografico che anticipa la struttura tematica del portale online (con i tag relativi alla stampa clandestina e al Pci).
Da dove nasce il progetto?
«C’è forte il bisogno di far conoscere alle giovani generazioni eventi ormai lontani nel tempo. Non sono vicende che riguardano i nonni, ma i bisnonni dei ragazzi che oggi frequentano scuole e università. Tra gli anni finali della Seconda guerra mondiale e la nostra epoca c’è un passaggio temporale importante. Dobbiamo trovare modalità adatte per rinnovare la didattica e riavvicinare le generazioni».
C’è bisogno di riscoprire la storia dell’Italia dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945?
«Oggi, a 81 anni dal 25 aprile 1945, la Resistenza continua a essere tema di scontri e di speculazioni, mentre dovrebbe essere una pagina di unità nazionale, momento fondante per la carta costituzionale della nostra Repubblica. Accade ancora oggi che pagine centrali della storia del Novecento siano oggetto di attacchi e polemiche anche da esponenti del Governo. Non è casuale che molti attacchi e alcuni tentativi di riforma prendano di mira proprio la Costituzione e in particolare il principio chiave della separazione delle competenze tra organi diversi».
Oggi come ieri, 25 aprile e 2 giugno sono ricorrenze che vanno comprese insieme?
«Celebrare il 25 aprile, ricordando la Resistenza e la liberazione dal nazifascismo, non può essere slegato dal ricordo della data di cui quest’anno ricorre l’80° anniversario. Il 2 giugno 1946 non solo segna il passaggio alla forma repubblicana, la nascita della nostra Repubblica, ma con l’ingresso nella vita democratica delle donne si completa il percorso verso la vera democrazia partecipativa. L’avvio dell’assemblea costituente, nella quale confluirono grandi personalità, vide la collaborazione di tanti che avevano non solo competenze politiche, giuridiche e tecniche, ma che avevano vissuto direttamente l’esperienza della Resistenza. Da lì è nata l’Italia di oggi».
Una Costituzione che va difesa?
«Dovremmo aprire una riflessione su quanta parte della Costituzione scritta allora non abbiamo applicato a pieno, in particolare dei principi fondamentali. La Costituzione nasce con intento programmatico che vincola le forze politiche a perseguire il diritto al lavoro, all’istruzione per tutti, che combatte le discriminazioni. La sfida di realizzare quegli obiettivi rimane aperta. L’impegno di oggi è di non snaturare la Costituzione, come rischiava di fare il recente referendum se fosse stata approvata la riforma proposta intaccando il principio cardine dell’equilibrio tra i poteri. Un segnale importante e positivo di attenzione per la nostra Carta è stata la grande partecipazione dei giovani. Per fortuna esiste un collegamento ideale tra le nuove generazioni e le generazioni di quanti hanno partecipato all’esperienza della Resistenza. Una sensibilità che ci conforta anche nell’impegno alla base del nostro progetto che vuole intercettare l’interesse per una pagina fondamentale della storia italiana».
Il “Portale della Resistenza padovana” presentato il 21 aprile, sarà ampliato con l’acquisizione di nuovi libri e documenti per arricchirsi costantemente e vuole diventare punto di riferimento digitale per gli studi sulla Resistenza. L’intento è in primo luogo divulgativo, ma può essere punto di partenza per studi e ricerche approfondite. Il primo quaderno sarà dedicato a Il lavoratore. Giornale degli operai e dei contadini, periodico clandestino del Partito comunista accompagnato da un saggio di Alessandro Naccarato. Il portale è visitabile all’indirizzo web resistenzapadovana.it