Fatti
Sono trenta le candeline su cui la cooperativa sociale Alambicco di Conselve soffierà questo sabato durante la tradizionale festa estiva per le famiglie e gli operatori organizzata nel weekend che in passato era dedicato, dalla frazione ospitante di Palù, alla festa in onore della patrona Sant’Eurosia. Quello in arrivo è un traguardo certamente importante per la cooperativa come altrettanto lo è per la zona la sua presenza, dal momento che quella spinta innovativa dell’ottobre 1996 – che per l’attuale direttrice dei servizi sociosanitari Glenda Trombini ha avuto nelle famiglie il suo motore motivazionale – si è trasformata in un solido esempio di integrazione e valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità. «La festa di luglio è l’occasione per ritrovarsi tra soci volontari, lavoratori e famiglie rinsaldando proprio il legame iniziale che ha dato il via alla nostra storia. Ci è piaciuto così offrire qui un primo momento di celebrazione del compleanno e degli obiettivi raggiunti».
In effetti, la strada percorsa da Alambicco fin qui è stata ricca di progetti e legami con il Conselvano nel solco di una stretta sinergia – non solo con i parenti degli utenti – capace di far arrivare alla cooperativa un continuo sostegno. «Abbiamo cercato di perseguire un’attività che si distinguesse per il valore sociale e la capacità di dare un contributo alla comunità – prosegue Trombini – Alambicco ha iniziato aprendo i servizi diurni dove con il tempo sono state valorizzate l’autonomia e le capacità espressive e creative delle persone che li frequentano riuscendo anche a favorire il loro benessere psicofisico, per esempio con la realizzazione nel 2004 di una piscina. Gli ultimi dieci anni, poi, si sono caratterizzati per la volontà di incrementare la risposta residenziale con tre strutture in grado di permettere una vita autonoma agli ospiti mantenendo la loro capacità di autodeterminazione e la possibilità di vivere in un ambito territoriale in cui costruire e conservare legami affettivi e di amicizia».
Accanto a questo, la cooperativa investe nel dialogo con l’esterno attraverso la serra Sfera-verde, espressione finale delle attività di ortofloricoltura svolte nei centri diurni, e la vendita di oggettistica. «Alambicco cerca di promuovere una cultura dell’inclusione valorizzando le potenzialità delle persone con disabilità e non evidenziando i limiti. Questo permette loro di essere parte integrante della comunità ed esercitare una cittadinanza attiva – ricorda la direttrice dei servizi sociosanitari – Cerchiamo inoltre di trasformare la nostra attività in un’opportunità occupazionale per gli abitanti del territorio così che possano trovare nel lavoro di cura un’ulteriore possibilità di espressione delle loro capacità».
La cooperativa Conselvana guarda non solo a quanto vissuto, ma anche a ciò che verrà: «Lo scenario che si prospetta sposta l’asse verso soluzioni più personalizzate e meno standardizzate», conclude Glenda Trombini.
«Nel CdA è sempre invitato il presidente di Anffas e nella governance ci sono rappresentanti del territorio e delle famiglie», precisa Trombini. La cooperativa conta ottanta lavoratori e un centinaio di fruitori dei servizi. «Speriamo di continuare a dare risposte significative per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità anche con servizi più legati al territorio».
Un sostegno alle famiglie con figli affetti da Sindrome di Down o altre disabilità riconosciute dalla L.104/92 che frequentano la scuola secondaria di secondo grado. è l’iniziativa del Comune di Vigodarzere che ha deciso di destinare una parte dei fondi ottenuti dalla Fondazione Cariparo per il progetto “Vigodarzere in azione. stop alle emergenze sociali”. La misura nasce dall’ascolto diretto delle esigenze manifestate da alcune famiglie del territorio: molte famiglie si trovano infatti, al termine della scuola secondaria di primo grado, senza un adeguato supporto per consentire ai propri figli di partecipare ai centri estivi, ai campi scuola o ad altre attività educative e ricreative. I genitori sono costretti a sostenere personalmente il costo di educatori dedicati. Il fondo complessivo di 3.500 euro verrà suddiviso tra tutte le domande ritenute ammissibili fino ad esaurimento delle risorse disponibili.