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L’appuntamento per il Transito di sant’Antonio era fissato il 12 giugno alle 20.30 davanti alla chiesa di San Carlo Borromeo, e ha trovato la partecipazione di centinaia di persone che, in preghiera, hanno camminato sino al santuario dell’Arcella. L’evento rievoca le ultime ore di vita del santo di Padova che, partendo da Camposampiero, morì proprio all’Arcella.
Per qualche attimo la frenesia delle strade padovane ha trovato pace e contemplazione: macchine ferme, due buoi che trainano la statua del santo, una folla che segue in preghiera. Ha stupito la varietà di persone che vi ha partecipato: devoti, curiosi, e passanti, oltre alle autorità religiose, civili e militari, fra cui il sindaco Sergio Giordani, il vescovo Claudio Cipolla e il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari.
Gli interventi nel corso della celebrazione hanno sottolineato proprio l’universalità della figura di Antonio. Padre Simone Tenuti, parroco del Santuario, ha sottolineato: «È bello che questo momento sia importante per noi frati, per la nostra comunità cristiana, ma anche per chi non è credente, e ci ha seguiti lungo il cammino». Il ministro provinciale padre Roberto Brandinelli ha ricordato che sant’Antonio morì fuori dalle mura di Padova, a simboleggiare che «è il santo di tutti, di tutto il mondo». Il messaggio è questo: la vita di sant’Antonio chiama a stare nel mondo, senza fuggirlo, nell’ascolto e nella carità.