Etiopia: cresce la tensione nel Tigray. Manenti (Cuamm), “ferite della guerra ancora aperte, situazione instabile””

Il timore di una nuova escalation tra il governo di Abiy Ahmed e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray preoccupa operatori umanitari e popolazione. Fabio Manenti (Medici con l’Africa Cuamm) descrive al Sir una regione segnata da sfollamenti, povertà e fragilità sociali: “Molti hanno paura di tornare a casa perché non si sentono ancora al sicuro”. Di fatto non sono ancora guarite le ferite del conflitto interno durato due anni e conclusosi nel 2022 con gli Accordi di pace di Pretoria, lasciando sul terreno 600.000 morti e oltre 800.000 sfollati interni. Medici con l’Africa Cuamm è impegnata nella riabilitazione degli ospedali e nell’assistenza agli sfollati: “Le questioni rimaste aperte alimentano nuove preoccupazioni”.