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È con l’emozione delle occasioni speciali che un gruppo di parrocchiani di Bosco di Rubano si è messo in cammino, nelle prime ore del 20 giugno, per raggiungere Sossano, in provincia di Vicenza: più di 30 chilometri di pellegrinaggio nel silenzio della notte, portando con sé la reliquia di san Teobaldo, patrono della comunità.
Il legame della parrocchia con il santo risale al 1298, quando l’abbazia della Vangadizza a Badia Polesine cedette al Comune di Padova il controllo dell’Adige, in cambio di alcuni territori. Tra questi, anche il piccolo borgo di Bosco che ereditò, nel passaggio, anche la devozione a san Teobaldo, a cui erano legati i monaci camaldolensi del convento.
«La nostra comunità – spiega Orietta Boischio, vicepresidente del consiglio pastorale di Bosco –
è particolarmente affezionata al suo patrono, e questo pellegrinaggio ci offre davvero un’opportunità
preziosa di spiritualità e preghiera, oltre che di vita comunitaria». Durante il cammino, infatti, i pellegrini hanno la possibilità, a turno, di portare la reliquia di san Teobaldo e di compiere un tratto di strada in solitaria preghiera e in dialogo intimo con lui.
Il viaggio è però anche occasione di rinsaldare significativi legami di amicizia: tra i pellegrini, ma anche con la comunità di Sossano, che accoglie i viandanti all’arrivo. «Ogni anno – sottolinea a questo proposito Boischio – ci attendono presso il santuario di Sossano alcune persone del posto con cui condividiamo un piccolo rinfresco e celebriamo la messa».
Con loro, ci sono anche alcuni parrocchiani che hanno scelto di compiere il viaggio in bici, affrontando le fatiche di un percorso solo apparentemente più semplice: «Anche per noi – racconta infatti Candida Levorato – ci sono stati momenti di difficoltà, in cui siamo dovuti scendere dalle selle e proseguire a piedi, ma la bellezza è stata proprio aspettarsi e incoraggiarsi reciprocamente, per andare avanti insieme».
Il pellegrinaggio e la celebrazione eucaristica sono stati, d’altra parte, solo le prime occasioni per festeggiare il santo patrono, in vista della sagra parrocchiale, iniziata il 25 giugno. «Questo cammino – sottolinea Franco Lollo, tra i partecipanti – è una prima preparazione dello spirito e dell’anima alla sagra: opportunità per coltivare amicizie vere e sincere e condividere le gioie del servizio».
E proprio durante questi giorni di sagra la storia di san Teobaldo viene proposta a chi lo desidera con alcune visite guidate all’antica chiesa del paese, che un gruppo di parrocchiani ha il piacere di illustrare ogni sera (alle 20.30 e alle 21.30): anche questo un modo, nuovo e coinvolgente, per continuare a ravvivare la memoria e la devozione per il santo.