I Csv come infrastruttura civica del paese. Venti tavoli di lavoro attivi a Vicenza, patrimonio di relazioni e competenze
Al Polo Universitario il convegno promosso dal Csv con le Ulss 8 Berica e 7 Pedemontana, già unite in venti tavoli tematici. L'obiettivo: superare l'idea delle istituzioni come semplici erogatrici di prestazioni per farne un'infrastruttura civica al servizio della comunità
Volontariato e istituzioni insieme per risposte reali ai bisogni del territorio. È il tema del convegno promosso al Polo Universitario dal Csv di Vicenza con l’Ulss 8 Berica e l’Ulss 7 Pedemontana, realtà già unite in ben venti tavoli tematici. L’apertura dei lavori è stata affidata al dott. Achille Di Falco, direttore dei Servizi socio sanitari dell’Ulss 8 Berica, che ha tracciato le linee guida per un profondo rinnovamento del welfare locale. Ponendo la domanda “Quale sarà il nostro sentiero?”, l’evoluzione culturale impone di non considerare più le istituzioni come semplici erogatrici di prestazioni, bensì come infrastruttura civica. Un tessuto connettivo capace di co-progettare risposte vicine alla comunità, mettendo al centro la dignità umana rispetto alla burocrazia. I pilastri del suo modello ruotano attorno all’amministrazione condivisa e all’innovazione delle regole, unendo efficienza clinica ed empatia del volontariato. Dopo i saluti istituzionali e l’analisi dei tecnici, il direttore del Csv Maria Rita Dal Molin ha aperto lo spazio alle testimonianze dei tavoli di co-progettazione. è emerso l’importante contributo del direttore dei Servizi socio sanitari dell’Ulss 7 Pedemontana, Paola Vescovi che, nel suo intervento, ha tradotto in concretezza l’ecosistema della cura, definendo gli enti del Terzo settore catalizzatori fondamentali per supportare le famiglie attraverso una sinergia di impegni ed emozioni. Dai tanti contributi è emerso come il Csv sia fulcro vitale per il volontariato e i tavoli siano un patrimonio di relazioni, competenze e progettualità condivise per tutta la comunità.