C’ è un copione che si ripete ogni volta che un artista torna sotto i riflettori: prima ancora della musica, del talento o delle emozioni che riesce a trasmettere, si passa al setaccio il suo corpo. Qualche chilo in più, una ruga, un abbigliamento non gradito e sui social parte il processo mediatico, spesso con toni impietosi e commenti offensivi.
È il meccanismo del bodyshaming, che negli ultimi mesi ha colpito ancora una volta personaggi del mondo della musica molto diversi tra loro: Elettra Lamborghini, BigMama, Emma Marrone e Tiziano Ferro, solo per citare alcuni esempi.
Elettra Lamborghini è stata bersagliata da commenti sul suo fisico, arrivando perfino a essere paragonata a un maiale. BigMama continua a essere presa di mira per il peso, nonostante il lungo percorso di dimagrimento e le tante volte in cui ha raccontato il dolore provocato da questi attacchi. Emma Marrone, invece, viene spesso giudicata per l’abbigliamento o per il corpo, come se una donna dello spettacolo fosse obbligata a rispettare canoni estetici irrealistici. Un accanimento ancora più incomprensibile se si pensa al percorso personale e di salute che ha affrontato, sempre con coraggio e trasparenza.
Eppure gli artisti sono persone prima che personaggi. Invecchiano, vivono periodi di stress, affrontano delusioni, separazioni, lutti, problemi di salute e cambiamenti, proprio come chi li segue. La differenza è che ogni loro trasformazione viene amplificata da fotografie, telecamere e migliaia di commenti.
L’esempio di Tiziano Ferro è emblematico. Alla sua ultima apparizione come ospite al Festival di Sanremo molti si erano soffermati sul suo aspetto, definendolo “fuori forma”. Poi è arrivato il tour estivo e chi ha assistito al concerto allo Stadio Euganeo di Padova, lo scorso giugno, ha visto un artista capace di conquistare il pubblico con uno spettacolo intenso e coinvolgente. Sul palco non è salito un fisico perfetto, ma un interprete autentico, capace di emozionare migliaia di persone.
C’è stato un tempo in cui Mina scelse di ritirarsi dalle scene televisive, continuando a regalare la sua voce al pubblico, ma sottraendosi al giudizio sul proprio aspetto. Una decisione maturata per diverse ragioni, ma che oggi appare quasi profetica: nell’epoca dei social gli artisti sono esposti ventiquattr’ore su ventiquattro e ogni cambiamento fisico diventa oggetto di analisi e scherno.
Il paradosso è evidente. Da un lato chiediamo autenticità, dall’altro pretendiamo una perfezione eterna, come se il tempo dovesse risparmiare solo chi vive sotto i riflettori. Il rischio è confondere l’artista con l’immagine ideale che ci siamo costruiti di lui o di lei.
Un vero fan dovrebbe chiedersi se ama davvero quell’artista per ciò che è e per quello che riesce a trasmettere, oppure soltanto per un ideale di perfezione. Perché la musica continua a emozionare anche quando il corpo cambia. Le canzoni non ingrassano, non invecchiano e non perdono valore. Forse è solo il nostro sguardo che dovrebbe imparare a fare lo stesso.