Licenza in teologia spirituale. Proposte per affinare l’ascolto della ricerca di senso dell’umanità
Un approfondimento della spiritualità cristiana dal punto di vista biblico, teologico, storico e psicologico. La vicedirettrice Marzia Ceschia: «Allargare gli orizzonti e affinare l'ascolto della ricerca di senso dell'umanità contemporanea». Tra i temi, il binomio fede e bellezza
Un approfondimento della spiritualità cristiana dal punto di vista biblico, teologico, storico e psicologico, con attenzione anche a prospettive interculturali, ecumeniche e interreligiose: è ricca la proposta dei corsi di licenza in teologia spirituale. Marzia Ceschia, vicedirettrice del biennio di specializzazione, ne sottolinea la finalità: «Allargare gli orizzonti e affinare l’ascolto della ricerca di senso dell’umanità contemporanea, offrendo categorie solide per interpretarla e con un’attenzione costante all’analisi dell’agire, del testimoniare, del rapporto tra azione e contemplazione». Fede e bellezza, ad esempio, è un binomio che attraversa l’intera tradizione cristiana: la bellezza nella cultura occidentale, e non solo, è difficilmente separabile dalla pietà e dalle sue immagini, dai linguaggi architettonico, letterario e musicale, come mostrerà il seminario-laboratorio “La via pulchritudinis dell’esperienza cristiana. La bellezza come via spirituale”, guidato da Marzia Ceschia e Antonio Bertazzo. Ci saranno inoltre approfondimenti dedicati a specifiche spiritualità – Antonio Ramina tratterà quella francescana – o personalità – la figura di J. Henry Newman sarà approfondita da Michele Marchetto e Maurizio Girolami mostrerà come sant’Agostino possa essere una guida per l’anima. Per chi opera in ambito parrocchiale e formativo potranno risultare interessanti il corso di Giovanni Molon sull’accompagnamento e il discernimento spirituale e quello di spiritualità liturgica di Sebastiano Bertin.