Istituto Barbarigo. Maturità raggiunta per Rahaf e Mohamed
Fuggiti da Gaza portando sul corpo i segni drammatici della guerra, Rahaf e Mohamed hanno da poco conseguito il diploma scientifico al Barbarigo. Un traguardo definito "un miracolo", reso possibile non solo dalla tenacia dei due giovani, ma da un'intensa rete di solidarietà che ha unito docenti, compagni ed ex allievi.
«Un miracolo». Così Maria Pia Vallo, dirigente scolastica dell’Istituto Barbarigo, definisce quanto è accaduto il 27 giugno scorso: Rahaf e Mohamed, giunti a Padova – con genitori e fratelli – da Gaza City ad agosto 2025, grazie all’associazione “Padova abbraccia i bambini”, hanno conseguito il diploma di maturità al liceo scientifico tradizionale. La famiglia, accolta nella canonica della parrocchia del Torresino, è segnata da sofferenze: Rahaf ha subito l’amputazione di una gamba, la mamma gravi ferite a una mano e a un piede, la sorellina più piccola l’amputazione di entrambe le gambe. Eppure, dentro questa storia durissima, la scuola è diventata luogo di ripartenza. Al Barbarigo i due ragazzi hanno frequentato il quinto anno, mentre la sorella Raghad ha concluso positivamente il secondo anno del liceo scientifico; gli altri fratelli sono stati accolti al collegio Dimesse di Padova. «La soddisfazione più grande – racconta Vallo – è aver raggiunto un obiettivo che all’inizio sembrava una sfida impossibile. Ho ascoltato l’esame di Rahaf dall’esterno dell’aula e, quando ha concluso, mi sono commossa: sentirla parlare in italiano per un’ora, affrontando le materie dell’ultimo anno, è stato emozionante». La dirigente sottolinea il lavoro di rete che ha sostenuto il percorso: i docenti del consiglio di classe, i compagni, i volontari e alcuni ex allievi del Barbarigo impegnati nel progetto “Esserci”, che hanno affiancato Rahaf e Mohamed nello studio. Giorgia Dianin, docente di inglese e riferimento per il consiglio di classe, racconta che il colloquio dell’esame di maturità si è svolto in italiano, come per gli altri studenti, e alla fine «avevano gli occhi che brillavano». Patrizia Gregori, ex allieva, che li ha aiutati in italiano e latino: «A un certo punto mi hanno detto: basta inglese, siamo in Italia e vogliamo parlare in italiano».