Fatti | Dal Municipio al Campanile
Vivere in un anfiteatro naturale. Il sindaco: «La dimensione di paese si respira tutta: la sera stiamo ancora fuori, a chiacchierare; la bellezza, allo stesso tempo, è data dal fatto che non siamo isolati»
«Solagna si trova nella parte più bella della valle, in una zona soleggiata e ventilata, un anfiteatro naturale». Lo sottolinea con un pizzico d’orgoglio il primo cittadino, Stefano Bertoncello, eletto nel 2019 e riconfermato nel 2024 per il secondo mandato. La cittadina si trova infatti lungo il fiume Brenta, a pochi chilometri a nord di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. La maggior parte del territorio è di tipo montuoso, con pascoli e belle passeggiate, il clima gradevole in una microzona riparata dalle correnti fredde, che nel periodo invernale mostra la colonnina del termometro con qualche grado in più rispetto ad altri luoghi limitrofi. Un comune “appetibile” da chi è impiegato in aziende e servizi del bassanese, abitato da milleottocentotrenta cittadini, con richiesta di abitazioni e trend in crescita negli ultimi anni.
Se da un punto di vista naturalistico il Comune offre più di qualche bellezza, nondimeno si può dire dell’offerta di servizi. «Sono presenti le scuole: dalla materna, compresa la sezione primavera, alle primarie fino alle secondarie di primo grado – prosegue il sindaco – C’è uno spazioso palazzetto dello sport con trecento posti a sedere, un campetto con erba sintetica, un bellissimo parco, la stazione ferroviaria e persino la caserma dei carabinieri. La biblioteca comunale, aperta in alcuni giorni della settimana, e l’associazionismo come pro loco, gruppo Alpini e alcuni volontari che aiutano nei lavori e nelle attività che sempre necessitano in un Comune. A Solagna c’è la presenza anche di una casa di riposo, Villa Serena, con cinquanta posti letto, che probabilmente verranno aumentati a ottanta: proprio nelle settimane scorse si è tenuta nella struttura la festa di inizio estate».
Un’altra bella particolarità comunitaria riguarda la presenza di un gruppo di donne, una quindicina, riunite sotto il nome L’Alveare, che in certi periodi dell’anno si occupa di abbellire le vie e gli angoli del paese, con composizioni floreali realizzate a mano. «La dimensione di paese si respira tutta, qui la sera stiamo ancora fuori, a chiacchierare all’aperto; la bellezza, allo stesso tempo, è data dal fatto che non siamo isolati, in soli cinque minuti d’auto possiamo raggiungere Bassano – aggiunge ancora Bertoncello – Proprio con la città di Bassano e con Pove del Grappa, grazie a un importante contributo ricevuto, c’è in cantiere la realizzazione di una ciclopista: ci vorrà un po’ di tempo per vederla pronta, ma sarà un bel valore aggiunto per chi vive in questi luoghi».
Il turismo qui non è diffusissimo, anche se la presenza di una vicina area di rafting nella Valbrenta crea talvolta nella cittadina un via vai di appassionati. Le feste, invece, proprio non mancano e sono ulteriore occasione di convivialità, condivisione di tempo buono tra paesani. Il 23 aprile si festeggia san Giorgio, salendo fino all’Eremo a lui dedicato che si trova oltre i quattrocento metri; la festa patronale ricorre intorno al 7 ottobre, per santa Giustina. Ma il momento più atteso dai solagnesi è l’8 dicembre quando, in concomitanza con la festività dell’Immacolata Concezione, si tiene la sagra della Madonna fredda, così chiamata perché celebrata nel periodo invernale, tradizione che si ripete ormai da decenni. Infine, la domenica successiva alla sagra di ottobre, si prepara la festa delle ravisse, le foglie di rapa, coltura tipica di queste terre, scoperta in passato grazie alla coltivazione del tabacco.
Il parroco: «La comunità di Solagna è caratterizzata da concreti gesti di solidarietà. E poi c’è il circolo Noi che si adopera per tenere vivo un luogo di aggregazione per la comunità»
Don Dario Marchioretto è parroco nella comunità di Solagna, che serve insieme a quelle di Campese, Pove del Grappa, San Nazario e Campolongo sul Brenta; a giugno, insieme a un gruppo di una quarantina di fedeli della parrocchia e di altre comunità della collaborazione pastorale Valle del Brenta, è rientrato da Malosco, piccolo paese nell’Alta Val di Non, provincia di Trento, dove si è recato per un breve soggiorno a conoscere le attività della fondazione Centro Studi Emanuela Zancan. L’occasione è stata propizia per camminare sui passi di monsignor Giovanni Nervo (1918-2013), fondatore della fondazione stessa, di cui fu presidente dal 1964 al 1997 e, successivamente, presidente onorario, nonché primo presidente di Caritas italiana (1971-1975).
Quest’uomo di Dio, per cui nel dicembre scorso in Duomo a Padova è stata avviata la causa di beatificazione e canonizzazione, è “figlio” di Solagna e collegato a una storia che ha segnato questo territorio. «È quella del profugato, lo spostamento collettivo che ha coinvolto gli abitanti nel 1917, in tempo di guerra – racconta il parroco – In massa e in poco tempo furono costretti ad andarsene dal paese perché troppo vicini al fronte di guerra, sul monte Grappa; vennero fatti salire sul treno e inviati verso il paese di Codogno, in Lombardia, diventato tristemente noto ai tempi del Covid. Codogno e Solagna sono oggi Comuni gemellati». Tra coloro che lasciarono la casa, c’era anche la mamma di don Giovanni Nervo, Teresa Andolfatto, proprio quando era incinta di lui: nacque il 13 dicembre 1918 a Vittadone, frazione di Casalpusterlengo, a pochi chilometri da Codogno.
In quegli anni di tragico esilio forzato, gli abitanti rimasero fortemente uniti tra loro e si affidarono alla protezione della Madonna dell’aiuto, che portarono con sé quale immagine a olio impressa su una tavola di noce risalente alla prima metà del Cinquecento. L’immagine è oggi custodita nella parrocchiale dedicata a santa Giustina e ancora molto venerata.
A Solagna è presente l’Eremo di San Giorgio, citato fin dalla fine del Cinquecento in antichi scritti, che sorge in una bellissima posizione panoramica. Raggiungibile a piedi in circa trenta minuti dal paese di Solagna, lungo un sentiero ben curato, è sottoposto a costanti interventi di manutenzione grazie alla dedizione del gruppo Amici di San Giorgio; vi si celebra la messa soltanto in occasione del 25 aprile. Più in alto, sorge anche l’oratorio di San Giovanni Battista ai Colli alti, antica chiesa in cui d’estate, nei mesi di luglio e agosto, si celebra la messa domenicale.
«La comunità di Solagna è caratterizzata da concreti gesti di solidarietà – prosegue il parroco, che è affiancato nel servizio alle comunità da don Alberto Arzenton e don Francesco Farronato – È presente una mensa che ogni sera distribuisce alcuni pasti a persone che ne hanno bisogno; credo sia una dimensione caritativa importante, che tiene viva una sensibilità che il popolo di Dio deve coltivare. È attivo poi il circolo Noi che si adopera per tenere vivo un luogo di aggregazione per la comunità; con il Comune si organizza d’estate un centro ricreativo per ragazzi, della durata di un mese».
Come in altre comunità della Diocesi, è attiva anche una sala cinema-teatro Valbrenta che propone rassegne cinematografiche, soprattutto durante il periodo invernale; è gestita con costanza e dedizione da volontari, “amici del cineforum”.