Bologna, la morte di Fakir. Il card. Zuppi: «Continuiamo a costruire pace e riconciliazione»
L'arcivescovo di Bologna interviene dopo il decesso di Fakir Abderrahim, morto a seguito di un fermo della Polizia. L'invito al «rispetto, al dialogo e alla giustizia», nel rispetto del diritto e delle istituzioni
In questo momento «non prevalgano l’odio, la violenza, anche verbale e nei social, la strumentalizzazione per nessuna ragione», ma piuttosto «il rispetto, il dialogo e la giustizia a cui tutti devono affidarsi nel rispetto del diritto e delle istituzioni». È quanto invoca l’arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Matteo Maria Zuppi, il giorno dopo quanto accaduto al Pilastro dove un uomo di origine marocchine, Fakir Abderrahim, è morto dopo essere stato fermato e ammanettato dalla Polizia. Il cardinale Zuppi – si legge in un comunicato diffuso dall’arcidiocesi di Bologna – «è vicino nella preghiera a chi soffre per quanto accaduto ieri al Pilastro, dove ha perso la vita una persona, ed esprime vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che stanno soffrendo e che sono coinvolti nella drammatica vicenda». In questa sofferenza, afferma l’arcivescovo Zuppi, la Chiesa ricorda «di non stancarsi di costruire percorsi di pace, di riconciliazione e di incontro affinché prevalga la forza dell’amore che ci viene donato da Gesù, seminatore di bene nel cuore di ogni persona».