Don Panizza: “Dei nostri nessuno si è scomposto, nella consapevolezza di essere un gruppo che crede in ciò che fa”

La risposta agli atti intimidatori subiti nei giorni scorsi dalla Comunità Progetto Sud è il volto dei sei anziani che vivono nella casa famiglia “Dopo di noi” dell'opera “Pensieri e parole” sorta sul bene confiscato al clan Torcasio. Nei loro occhi, la gioia di vivere un'esperienza di famiglia. Le giovani operatrici sono un po' come le mamme, li guidano, li proteggono, li aiutano nelle attività quotidiane. Diversi gli episodi intimidatori che recentemente hanno colpito la Comunità Progetto Sud. Il fondatore e presidente don Giacomo Panizza, un pioniere dell'accoglienza e dell'impegno sociale sul turbolento territorio lamentino, ci accoglie nella sala Sintonia della Comunità: “Ieri abbiamo fatto il resoconto degli ultimi nove giorni perché stavano accadendo alcune cose, anche al di là di quanto abbiamo comunicato, sulle quali ci sono indagini. In questi giorni, hanno preso di mira i dipendenti, donne e uomini che lavorano da noi. Così, invece di intimorirli attraverso me, hanno fatto direttamente a loro”