Scontri No Tav in Val Susa: card. Repole, “pura violenza terroristica da condannare con fermezza, dissenso sempre estraneo a scavalcamento delle regole democratiche”
Roma, 30 marzo 2025.
Il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino, prende possesso del Titolo di san Giuseppe Artigiano alla Pineta Sacchetti.
“Le azioni di guerriglia che ieri hanno devastato il cantiere di Chiomonte e ferito decine di agenti di polizia non meritano nessuno sforzo di comprensione, sono pura violenza terroristica che desidero condannare con fermezza come cristiano e come cittadino”. Lo ha dichiarato ieri il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, commentando i gravi disordini avvenuti sabato al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, dove gli scontri hanno provocato il ferimento di decine di agenti di polizia e ingenti danni al cantiere della Tav. “La violenza è incompatibile con il Vangelo e con la democrazia, dev’essere isolata e sanzionata”, la condanna del porporato, per il quale “il dissenso rispetto alle opere pubbliche è sempre legittimo e tanti abitanti onesti della Valle di Susa ritengono di doverlo esprimere a salvaguardia dell’ambiente, ma questo non ha nulla a che fare con l’odio, con la prepotenza e con il totale scavalcamento delle regole della democrazia, condotto anche da gruppi d’assalto che vivono altrove, giungono anche dall’estero e non c’entrano nulla con la Valle”.